Intervenuto al Corriere della Sera, Cesare Prandelli ha risposto ad alcune domande relative il sistema calcio italiano, estremizzando il problema della mancanza di talenti e l’incapacità di coltivare a dovere quelli che nascono in questi ultimi anni:
La verità? Se dieci anni fa avessimo avuto la fortuna di avere un talento come Lamine Yamal sui campi delle giovanili, ce lo saremmo fatto sfuggire. I nostri allenatori gli avrebbero tolto la gioia di giocare e divertirsi ubriacandolo di schemi, diagonali, occupazione dello spazio, seconde palle e attacco alla difesa schierata.
Nelle nostre scuole calcio da anni si va nella direzione sbagliata. D’accordo: non ci sono più gli oratori e non si gioca più per strada. Inutile fare battaglie di retroguardia. Ma adesso basta. Bisogna cambiare. Inculcare a ragazzini di 8, 9 o 10 anni i fondamentali che devono appartenere a un calciatore professionista, è una follia. Nel mio piccolo ci provo, non sarà facile, ma qualcosa va fatta. Col presidente Gravina stiamo lavorando a un progetto della Figc che riguarda le scuole calcio.
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