Massimo Ambrosini, ex giocatore della Fiorentina, è intervenuto ai microfoni del Pentasport di Radio Bruno.
Sull’aneddoto: “Ero negli spogliatoi, mi ero fatto male e a fine primo tempo sono rimasto lì. Sarei tornato fuori, ma ho sentito i primi due boati e ho scelto di rimanere dentro, per scaramanzia. Il secondo tempo poi l’ho visto nello schermo della tv negli spogliatoi. La sera erano tutti graditissimi ospiti a casa mia per cena, abbiamo festeggiato e bevuto un buon vino. È stata una partita che rispetto alle altre mi ha lasciato il conto da pagare (ride ndr.)”.
Conclude sulla Fiorentina attuale: “Arthur? “Dal punto di vista atletico avevo qualche dubbio, il merito è di averlo fatto tornare a livelli così alti. Con la Fiorentina si corre perché gioca in 70 metri, col pallone è un giocatore dal livello superiore, non ci sono dubbi”. Duncan? “Le risposte vanno trovate dentro la testa dei calciatori, ci sono alcuni che per qualche ragione scattano inaspettatamente. Era un giocatore di prospettiva, dimostra che vale la pena aspettarli e bisogna vederli nell’attitudine negli allenamenti. Italiano lo vedeva allenarsi e probabilmente si aspettava che potesse esprimersi a questi livelli”.
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