Classico appuntamento del sabato con la rubrica ironica di Benedetto Ferrara sulle pagine de La Nazione “Rock&Gol”.
Ecco i punti più particolari del fondo odierno, dal titolo: “Ciao ciao, amico Verdù. Meritavi di più. Firenze ti rimpiangerà”: “In questi giorni c’è chi ha dato l’addio al calcio, lasciando dietro di sé un vuoto incolmabile, come quando Biraghi immagina di fare la diagonale. Il suo nome è Verdù, come la canzone di Jova, Liga e Pelù. Un nome simpatico, che con Dodò avrebbe formato una gran coppia. Altri giocatori underground hanno avuto maggior fortuna. Verdù lascia il calcio e la Fiorentina nemmeno organizza una partita in piazza Fardella per fargli salutare i tifosi. E comunque il precampionato sta per finire: narra la leggenda che Gori non sia andato all’Ascoli perché la società marchigiana non ha dato molto spazio al figlio di Joe, e così Gori è finito alla Reggina. Così, almeno, ha detto il presidente dell’Ascoli, facendo tornare alla mente il caso del giovane (allora) Bartolelli, figlio di un dirigente di Cecchi Gori descritto sulla stampa come lo Skuhravy del 2000 e poi girato al cinema Marconi, di cui per un periodo si occupò della gestione. Il vero problema dei figli dei dirigenti è che magari hanno anche delle qualità, ma alla fine saranno sempre considerati dei raccomandati e questo non li aiuterà. Intanto noi tutti restiamo appesi al destino di Milenkovic. Sarà Fali Ramadani a decidere il suo futuro (e molto altro). Saranno invece gli attaccanti a decidere il destino della Fiorentina”.
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