In vista del big match di questa sera tra Fiorentina e Napoli, l’edizione odierna de Il Corriere dello Sport-Stadio propone un confronto tra Rocco Commisso e Aurelio De Laurentiis, due tra i presidenti più vulcanici della Serie A: da New York a Los Angeles, ideologicamente, è un attimo: e lanciandosi su free way, simbolicamente l’un con l’altro «armato», Rocco Commisso e Aurelio De Laurentiis hanno scoperto di possedere entrambi il sano istinto della ribellione, la feroce volontà di restare ruvidamente se stessi, per lasciare che il pallone rotoli in una «normalità» talvolta – o anche spesso – negata. Ci sono battaglie che appartengono al decennio passato: De Laurentiis è allergico alle soste, fa i conti e non si trova quando scopre che almeno un dodicesimo dello stipendio dei suoi quindici Nazionali se ne va tra voli Intercontinentali, rischi d’incidenti e pregiudizi vari (con riferimento alla Coppa d’Africa). Commisso sceglie altri obiettivi e per far venire l’orticaria ai padri-padroni di questo Paese che sembra cominci a stargli stretto, ha eletto come uomini-simbolo dell’«ingegno» proprio De Laurentiis, con Percassi e Lotito, il contro-potere.
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