Grande è la confusione sotto il cielo. Questo è poco ma sicuro, anche se il momento non è eccellente, per riprendere la frase del noto rivoluzionario. Sono state infatti ore convulse in casa viola con l’esonero di Beppe Iachini un’ipotesi nemmeno remota. Dopo la Caporetto di Roma (QUI le pagelle di FiorentinaUno), Cappellino è stato confermato ma solo fino a sabato. Il primo crocevia della stagione passa dal Tardini. Ad attendere la Fiorentina ci sarà un Parma che ha fatto vedere i sorci verdi all’Inter e affamato di punti. Contro Gervinho and friends mancherà il pacchetto arretrato titolare. Si prevedono alti lai… Un lento scivolamento verso la mediocrità. Sulla falsa riga dello scorso campionato, dopo poche giornate la stagione 2020/21 sembra già compromessa. Non irrimediabilmente ma certo iniziata davvero male. La parte destra della classifica l’unico orizzonte di vita. L’Europa come Ultima Thule, i quaranta punti la Eldorado cui ambire. Tra un cambio di panchina e l’altro, tanti veleni e i veri talenti che o se ne vanno o si abbrutiscono e si accartocciano nel generale declino di una squadra che si era abituati a ben altri palcoscenici. E non è vacua retorica, è rendere giustizia a una storia! Il calcio, antitesi del distanziamento sociale, soffre per le limitazioni inflitte dall’emergenza. Le finanze di Rocco non sono illimitate – per fortuna Mediacom cresce ininterrottamente grazie alla digitalizzazione – e non si possono più sprecare. Anche perché gli investimenti non sono mancati e prima che maturino serve tempo. Questa visione oculata – prima si sarebbe detto aziendalista – ha prodotto la riconferma di Beppe Iachini, artefice di un avvio di stagione che vede la squadra con soli 7 punti e nessuna idea di cosa armeggiare con quello strano aggeggio sferiforme. Chi va a Roma perde…la panchina. Anche l’anno scorso l’inizio fu pencolante ma per l’esonero di Montella – ironia della sorte, potrebbe tornare proprio lui al posto di Cappellino, anche perché non c’è voglia di spendere – si dovette attendere addirittura il 21 dicembre. Non mangiò il panettone, ma per un soffio. Fu per altro proprio la sconfitta interna per 4-1 contro la Roma a condannare l’Aeroplanino. Adesso potrebbe non volerci così tanto per decidere. Perché forse la lezione è servita. Ci sarà la pausa delle Nazionali, nella quale si potrebbe scegliere di che morte morire.
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