“… Ma attenzione, la sala VAR sta richiamando l’arbitro forse c’é un episodio da rivedere…”. Ormai ogni esplosione di gioia allo stadio rischia di essere ricacciata in gola da dove é venuta. I tifosi sembrano averci (più o meno) fatto l’abitudine; in effetti, se confermata la regolarità della rete, si festeggia due volte. Ma é così anche per gli arbitri? Tralasciando il fatto che il VAR ha subito mutilazioni insanabili dalla sua primissima comparsa sui campi da gioco (Cagliari-Juventus) ,ad oggi, si ha la netta sensazione che gli arbitri mal sopportino l’aiuto della tecnologia, la quale viene vista come un’invasione sulla loro autorità in campo e soprattutto nelle loro competenze personali. Basterebbe guardare ad essa come ad una collaborazione al fine di creare una sinergia che porti a decisioni chiare, indiscutibili, insomma volte a eliminare tutte quelle polemiche interminabili (e velenose) dei post partita. Non ci rimane nient’altro che attendere una nuova generazione di arbitri che abbiano la capacità di coesistere con la tecnologia in campo, la quale ha già alzato il livello delle prestazioni e la qualità dei commenti di molti altri sport.
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