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Maglia viola: un amore viscerale. Le 5 maglie più iconiche della storia del club

L’amore che i tifosi viola provano per la loro maglia è qualcosa di inspiegabile, talmente viscerale che simboleggia l’identità e il DNA dei tifosi. 

La Fiorentina nel mondo

E’ intenso il rapporto tra i tifosi e la maglia viola, la storia, il club e Firenze. L’attaccamento alla maglia va oltre la semplice passione calcistica che, proprio con la particolarità del colore viola, a livello mondiale, rende ancora più orgogliosi e fieri dei propri colori e delle proprie origini. Tante sono le maglie che hanno segnato il club viola dal 1926, ma alcune hanno fatto la storia, che sia recente o meno. Di seguito le 5 maglie viola più iconiche e difficili da dimenticare.

Le 5 maglie che hanno segnato il club

  1. Maglia 1968-69: Stagione del secondo Scudetto, quella della Fiorentina yè-yè. Un aspetto che di certo rappresenta un “bonus” di valore per la maglia. L’avvento degli sponsor è circa 10 anni dopo l’uscita di questa maglia, i quali avrebbero indubbiamente rivoluzionato il mondo delle divise, ma senza dubbio una maglia così classica meriti di essere considerata tra le più iconiche dei viola;
  2. Maglia 1981-83: Divisa che fece scalpore e che rappresentò un taglio rispetto al passato: il giglio “deformato” sul petto che per motivi di sponsor fece storcere il naso a tanti, col tempo però anche una maglia simile è rimasta nella memoria di tanti;
  3. Maglia 1986-88: Presenta un logo sicuramente più sobrio rispetto alle precedenti degli anni ‘80, niente di rivoluzionario, dato che il logo non ritorna al classico giglio, ma è inevitabile che la maglia resti legata all’iconico Roberto Baggio;
  4. Maglia 1995-96: La maglia di una squadra rimasta nel cuore dei tifosi, con Toldo, Rui Costa e Batistuta. Il giglio, tono su tono, fu gradito a molti;
  5. Maglia 1998-99:Fu una maglia importante, la squadra non era poi così distante da quella della stagione 1995/96, ma il sogno fu sicuramente quello di tornare campioni d’Italia dopo tanto tempo: la cavalcata verso l’obiettivo si interruppe con l’infortunio di Batistuta e la fuga di Edmundo. Quella divisa risveglia ricordi importanti e sogni di gloria.

Fonte 90min.com.

Gaia Turati

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