L’ex esterno della Roma, Sebastiano Nela, ebbe un arresto cardiaco durante un match contro il Napoli. Intervistato dal Corriere della Sera ha parlato del malore accusato da Bove durante Fiorentina-Inter.
Si è capito subito che era una cosa grave, lo si capiva dalle facce disperate dei giocatori in campo. Le stesse che avevamo visto tante altre volte, come nel caso di Eriksen agli Europei. Anche qui, come per me, per Manfredonia e per Eriksen, la prontezza di riflessi e la professionalità dei medici hanno fatto la differenza. Ho sperato che non fosse nulla di grave, ma fino a quando non ci hanno detto che era fuori pericolo, l’ansia è stata grandissima
Capisco Bove…ho letto che ha chiesto quando potrà tornare a giocare. È normale, passata la paura del momento, che poi non ricordi in modo dettagliato, come accadde a me, pensi subito al futuro, alla tua vita di calciatore, specie per un ragazzo di soli 22 anni. Ma adesso ci vuole la tranquillità che porta alla guarigione. È circondato da tantissimo affetto: la famiglia, innanzitutto. Ma anche la società che si è dimostrata straordinaria, come tutti i suoi compagni di squadra. E gli attestati di affetto e di stima che sono arrivati da tutto il mondo e in particolare da Roma, dai tifosi giallorossi. Il ragazzo ora deve solo attendere di sapere che cosa è successo. La vita è la cosa più importante. Io ci sono passato, mi permetto di insistere
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