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Il calcio romantico non vive a Torino. Striscioni esagerati e un Chiesa da giustificare. La mela d’oro di Paride passa a Milenkovic?

Il caso Chiesa non può ripetersi, e la Fiorentina deve ragionare velocemente su come provare a trattenere Milenkovic, e qualora fosse impossibile, perlomeno cederlo a una cifra giusta, ad un prezzo consono ed adatto al suo valore prestazionale che dimostra ogni settimana in campo. Pradè ha esplicitamente detto che il giocatore avrebbe potuto lasciare Firenze, perciò si spera che la società tratti il caso Milenkovic in maniera più furba di quanto abbia agito per Chiesa, ceduto nelle ultime ore dell’ultimo giorno di mercato. Se un calciatore vuole cambiare squadra, non si può giocare a braccio di ferro, se non con le società acquirenti. Dopo due anni di convivenza altalenante e senz’altro particolare, Chiesa abbraccia la Vecchia Signora attraverso una formula di cessione altamente vantaggiosa per i bianconeri, che vedono l’importo totale dilazionato e spalmato come la marmellata. Gennaio non è poi così distante, e non è prematuro pensare alla finestra di mercato di riparazione. È il momento di stabilire già da subito i prezzi dei giocatori che più fanno salivare le big d’Italia, e la Fiorentina dev’entrare nell’ordine di idee che non può ruggire come un leone se lo specchio della classifica li vede dipinti come innocui gattini che fanno fatica a stare al passo dei certosini. Non si tratta di una tattica rinunciataria, ma di una presa di coscienza più importante che, riavvolgendo il nastro, avrebbe potuto far partire Chiesa molto tempo addietro e cifre maggiori, e con più tempo a disposizione per trovare un sostituto che non l’avrebbe fatto rimpiangere minimamente. Il calcio romantico non vive a Torino, ma ci vivono i campioni, e far parte di quella cerchia ristretta è un traguardo importante per ogni calciatore, e con tutto l’amore di Chiesa per Firenze e viceversa, quando una sirena importante chiama, bisogna rispondere. Gli striscioni dei tifosi viola sono probabilmente più ingrati di come essi stessi abbiano dipinto Chiesa, che alla squadra ha dato molto, dentro e fuori dal campo, e gli ha regalato un uomo immagine, simbolo quasi, che i sopracitati speravano rimanesse a vita. Milenkovic raccoglie lo scettro di Federico, e tifosi e società non devono blindarlo.

Pietro Olivieri

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