Commisso era stato “accusato” di essere attorniato da gente che capisce poco di calcio. Dunque ha voluto munirsene, perché le lunghe lingue si arrendessero davanti all’evidenza. Il presidente della Fiorentina, visto che nessuno credeva alle sue parole, ha reso evidenti i fatti: prima Gattuso e poi Burdisso. Due ex calciatori che hanno vissuto fin nelle viscere il calcio italiano. Ha dato dimostrazione di forza. Per portare giocatori a Firenze, per rilanciare la Fiorentina c’è bisogno di darle blasone. In Italia i posti a sedere contano. Danno “immagine”. Ma, siccome Commisso è un tipo attivo, ha portato alla viola gente che fosse azione e reazione. Adesso l’attenzione si sposterà definitivamente sul mercato. Dovranno essere acquistati e ceduti giocatori. La rosa andrà strutturata. Resa all’altezza del blasone di Firenze. Se no si tornerà al verba volant e Commisso sarà nuovamente allo scoperto. Alla merce di chi attende il passo falso, o una lieve incrinatura. Gestire un club non è fare soltanto marketing e merchandising. Gestire un club è dargli apparente e intrinseca solidità. Questo ammalia e attrae. Ciò che luccica piace. Ma, poiché il calcio di oggi è puro business, avere gente come Gattuso che sa comprendere i giocatori e sa creare densità di gruppo, è stata un’idea geniale. In quanto rende oggetti economici, oggetti sensibili. Poi, ovviamente, il giudice inamovibile sarà il campo.
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