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Fiorini: “Mi dispiace di non potere vivere il Viola Park…”

E’ intervenuto ai microfoni di Radio Toscana Stefano Fiorini, ex preparatore atletico della Fiorentina. Tra le varie dichiarazioni rilasciate, Fiorini ha parlato del Viola Park, dell’attuale Fiorentina di Vincenzo Italiano ma non solo:

Soste nazionali a marzo? Rispetto al passato è cambiato tutto. Il mondo ed il calcio sono andati avanti, non so se in senso migliore o peggiore. Oggi è tutto diverso, anche le soste delle Nazionali. Prima c’erano uno o due giocatori della Fiorentina che venivano convocati, oggi ogni squadra italiana ha il 50% della rosa che va in giro per il mondo. La programmazione degli allenamenti oggi è un disastro per tutti”.

Metodologia diversa di allenamento? Il livello medio del preparatore tecnico italiano è molto buono, ma non spesso riesce a fare vedere veramente le proprie capacità. L’allenamento vero e proprio si svolge nel campo con il pallone a provare gli schemi tattici dell’allenatore. Quello che si fa in gruppo con il preparatore difficilmente viene fuori. Oggi è improprio dire ‘la squadra non è in buona preparazione’. Non è coerente”.

Ikoné e Cabral i giocatori più in ritardo per condizione fisica? Ho visto quasi tutte le partite della Fiorentina. Ikoné dal punto di vista fisico mi pare abbia spunti importanti e notevoli, s’è visto anche contro la Fiorentina. Credo che per lui sia tutt’altro che problema fisico. Cabral è diverso. Viene da un campionato svizzero dal livello ed intensità di gioco più basso. Mi sembra che qualche chiletto in più ce l’abbia. Se tutti ne parlano molto bene dal punto di vista tecnico tattico, lo risolve anche quello fisico. Diamogli tempo. Per fortuna che abbiamo Piatek, ma diamo tempo a Cabral di smaltire gli eccessi”.

Italiano somiglia a qualcuno con cui ho lavorato in passato? Non lo conosco personalmente, ma da spettatore posso dire che la sua mano sulla squadra si nota. Il girone di ritorno le partite sono più difficili dell’andata, questo da sempre. Italiano mi sembra destinato ad una carriera importantissima. Mi piace molto, per come vive e prepara le partite. Me ne parlano tutti molto bene. Voto 9,5, non 10 sennò si adagia”.

Proprietà viola attuale? Conosco per quello che si vede da fuori… Ho conosciuto un po’ il DG, ma non ho rapporti nuovi con la società. E questo è un peccato, visto anche il nuovo Centro Sportivo, il Viola Park, mi sarebbe piaciuto, dopo anni e anni di collaborazione, potere parteciparvici insieme. Mai dire mai, ma non avere avuto la possibilità di vivere questa nuova realtà mi dispiace: è un grande salto di qualità”.

Amicizia con Batistuta? Sono quelle combinazioni chimiche che non spieghi. Quando arrivò fui il primo ad allenarlo. La mattina lo presi a Coverciano e gli faccio dei test fisici: furono impressionanti. Dati che non ho mai più visto su nessuno, né prima né dopo. I tecnici non credevano in un primo momento su di lui e io mi spesi pubblicamente nello spogliatoio per difenderlo. S’è instaurato un certo tipo di rapporto che, poi, negli anni si è consolidato. Credo che ora abbia disponibilità nelle persona diversa rispetto al passato. La cosa impressionante è che dopo 22 anni che andò via da Firenze come la gente gli voglia un bene infinito. Anche da parte di chi non l’ha visto giocare. Ha lasciato qualcosa di grande a Firenze ed ai fiorentini, ma non solo. Anche in tutta l’Argentina in generale”.

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Pasquale Marcantonio

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