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L’opinione: “Si vogliono alzare trofei? Allora non bisogna prendere allenatori inesperti…”

Costantino Nicoletti, intermediario di mercato, ha parlato a Lady Radio della Fiorentina e del momento difficile che sta attraversando. Di seguito le sue parole.

Manca sempre un qualcosa per fare un salto di livello

“La Fiorentina dieci anni fa giocava a White Hart Lane contro il Tottenham, oggi c’è troppo buonismo. Bisogna essere più ambizioso, quanto accaduto alle italiane in questi giorni è un qualcosa che nasce da lontano, dal 2008. Ora si misura la febbre alla Fiorentina su ciò che dovrà fare, con tutte le squadre concorrenti concentrate solo sul campionato. Penso che Commisso voglia alzare un trofeo e lasciare il segno con un titolo. La vittoria della Conference League permetterebbe di fare l’Europa League e fidelizzare profili come De Gea, Kean, Gosens, con un palcoscenico di sicuro valore. Quindi cosa ci aspettiamo dal campionato? Sono arrivati calciatori importanti ma manca sempre qualcosa per fare un ulteriore salto di livello”.

Raffaele Palladino

“Si cresce anche attraverso gli esoneri, oltre che la gavetta”

“Ci sono due diverse ‘Fiorentine’, quella pre e post Barone. Oggi vediamo Pradè prendersi responsabilità precise, esporsi sulle scelte e sugli obiettivi, si parla di ‘ambizione’. La faccia ora è la sua, è stato bravissimo a convincere certi profili a venire a Firenze e sente anche una pressione diversa. Tra i calciatori forti in estate è arrivato Gudmundsson, i talenti vanno salvaguardati. La Fiorentina ha alzato il livello sul mercato, e bisognava scegliere un allenatore esperto, navigato, in grado di portare anch’egli calciatori di spessore… la Fiorentina invece ha fatto un’altra scelta. La Fiorentina sta facendo 5 anni di stagismo in panchina. Ovvio che se finisse il campionato oggi andrebbe benissimo, ma mancano ancora 3 mesi e ci sono tanti avversari scomodi. Ora fossi Palladino andrei dritto sulla mia idea di calcio, rischiando con le mie idee. La mano del tecnico finora non si vede, Palladino pecca di inesperienza… si cresce anche attraverso gli esoneri, oltre che alla gavetta”. 

Gaia Turati

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