Questa mattina il Corriere dello Sport lancia una provocazione che però ha sicuramente del vero: tra Lissone (sede centrale unica del VAR) e l’auricolare di Davide Massa ci deve essere qualcosa che non funziona.
In poche parole nelle ultime settimane, in cui il direttore di gara ha arbitrato 3 match, sono capitati sempre degli episodi (sicuramente almeno uno, ma probabilmente anche due in ogni partita) che sarebbero dovuti finire sotto la lente d’ingrandimento della On Field Review, ma il risultato di Napoli-Inter, Parma-Palermo e Genoa-Juventus è sempre lo stesso: l’internazionale in nessuna di queste circostanze è andato al monitor per correggersi.
Le ipotesi del perché Massa non abbia fatto ricorso alla tecnologia restano allora tre. La prima: che anche i tre Var abbiano commesso errori di valutazione giudicando gli episodi in modo errato sia in campo che dietro ad uno schermo. La seconda: che Massa abbia una grande capacità di convincere i colleghi. La terza: che Marini, Var in Napoli-Inter, Abbattista, Var in Parma-Palermo e Avar in Genoa-Juventus, e Fabbri, Var di Genoa-Juventus, abbiano avuto sudditanza di Massa, autorevole e con una carriera arbitrale di alto livello alle spalle.
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