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Milenkovic: l’involuzione dell’eterno futuro leader viola

Tra i tanti obbiettivi di questa stagione ce n’è uno importante, forse a tratti anche sottovalutato, ritrovare il vero Nikola Milenkovic. Spesso di una squadra si parla troppo di chi deve portare i gol e troppo poco di chi dovrebbe evitarli, non è esattamente questo il caso dato che il serbo è finito sotto i riflettori spesso e volentieri in questa prima parte di stagione, ma purtroppo non in modo positivo.

Nikola Milenkovic

L’involuzione del leader della difesa

Premesso che le qualità del giocatore non sono in discussione, ci sarebbe da capire cosa lo porta certe volte ad avere dei veri e propri momenti di blackout in campo. Qualche errore ci può stare, la stagione è lunga è vero, ma fin qui sono tante le disattenzioni del classe 97′. Basta pensare a Lazio-Fiorentina dove con quel braccio nei minuti finali ha causato una sconfitta in una partita dove il pari sarebbe stato un risultato più giusto o peggio ancora a Fiorentina-Empoli dove nella circostanza perse la marcatura su entrambi i gol degli ospiti e mise lo zampino anche sul gol poi giustamente  annullato a Caputo. Il giocatore in generale appare meno attento e sicuro di se, limitandosi al compitino la dove non  commette errori.

Il serbo però ci ha dimostrato ben altro in passato, rendendosi spesso anche pericoloso in zona offensiva sui calci piazzati. Nelle 236 presenze totali in viola (è il giocatore della Fiorentina che ne ha registrate di più attualmente in rosa, davanti a capitan Biraghi a quota 227) dei suoi 6 anni di permanenza ha infatti collezionato 17 centri. Fu lo stesso Vincenzo Italiano a definirlo “il più forte della Fiorentina” e fu poi il serbo dopo il rinnovo fino al 2027 a ricambiare dicendo che le ambizioni del club e proprio il tecnico avevano fatto leva sulla sua voglia di restare in riva all’Arno. Segno che tra i due c’è grande stima e non a caso Nikola è tra i più schierati del reparto difensivo. 

Un altro dato inequivocabile del suo calo è Transfermarkt a fornirlo, nel 2018 il cartellino del serbo era valutato 33 milioni di euro, mentre ad oggi neanche la metà, ovvero 16. 

Italiano ha però apportato modifiche alla difesa nelle ultime partite, dal passare a tre dietro a partita in corso al corto muso che ha concesso due clean sheet consecutivi nelle ultime uscite con Verona e Monza e chissà che anche il rendimento del serbo come quelli di Quarta e Ranieri non possa giovarne, dopotutto a 26 anni c’è ancora tempo per essere “il più forte della Fiorentina”.

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Francesco Bastogi

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