Giuliano Sarti fu portiere della Fiorentina del ’56. Quella che vinse il primo scudetto della bacheca viola. Non era portiere spettacolare, ma uno che anticipava gli avversari. Geometra. Scienziato della porta. Iniziò che quasi non voleva andarci in porta: ce lo spinsero. Non si notava, ma era un grande osservatore del gioco. Leggeva in anticipo dove potesse finire la palla. Era schivo, quasi non lo notavi. Secondo lui un portiere doveva essere continuo e ispirare fiducia ai compagni. Dragowski è il totale contrario: spettacolare, discontinuo, fa parlare di sé. Soprattutto non da sicurezza al reparto difensivo. Non chiama mai il pallone e non esce dai pali. Sarti arrivava fino al centrocampo. Per il resto, alla George Best: “A parte ciò è un buon giocatore”.
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