Il Corriere Fiorentino analizza la partita andata in scena ieri all’Artemio Franchi tra Fiorentina e Ferencvaros. Ecco un estratto dell’articolo:
“Mettiamola così. Poteva andare peggio. Molto peggio. Perché per più di un’ora si è vista forse la Fiorentina più brutta degli ultimi due anni e perché, perdere, voleva dire condannarsi ad una faticosissima rincorsa. Con il pareggio invece, pur restando parecchio più complicata del previsto, la qualificazione resta tutto sommato alla portata. Ad una condizione: che i viola (anche in Conference) inizino a fare sul serio. E pensare che Italiano (facendo giocare sia Bonaventura che Nico) aveva mandato un messaggio preciso: era questa, e non il Napoli, la gara più importante. Qualche rotazione, va da sé, c’è stata comunque. In mezzo al campo per esempio Maxime e Mandragora hanno preso il posto di Arthur e Duncan, mentre in porta il mister è stato costretto a confermare Terracciano. Christensen infatti, si è fermato durante il riscaldamento per un fastidio muscolare. E poi Beltran. Alla seconda di fila da titolare e alla ricerca del primo sigillo. Il piano, esattamente come col Cagliari, era (teoricamente) semplice: partire forte, mettere in discesa la partita, e iniziare a pensare davvero a Oshimen e soci”.
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