David De Gea (Photo by Matt McNulty/Getty Images via One Football)
La Fiorentina ha un punto fermo su tutti e si chiama David De Gea, si legge sul Corriere dello Sport. Trentaquattro anni sulla carta, che non si sentono proprio. Gli interventi compiuti sabato sera all’Artemio Franchi appartengono solo ai top di reparto, cerchia di cui il portierone nato a Madrid fa indiscutibilmente parte. Classe, sicurezza, tranquillità alcune delle principali armi a disposizione dell’ex Manchester United che, però, a volte non bastano a evitare le vittorie avversarie. Probabilmente se non fosse stato per De Gea la Fiorentina avrebbe perso 5-1, o forse 6-1.
L’estremo difensore spagnolo è stato l’unico calciatore viola a meritare il sette in pagella, laddove i migliori non hanno superato il sei. Per il resto una sfilza di insufficienze. Tra le parate decisive, quella su Di Lorenzo nell’azione del rigore e quella su De Bruyne al momento del tiro sporcato dal belga. Le sue prodezze non sono bastate a Stefano Pioli per sottrarsi alla sconfitta. Partendo dal presupposto che Ranieri e compagni debbano ancora trovare l’amalgama, De Gea tampona le criticità.
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