Intervenuto sulle pagine della Nazione, Stefano Cecchi ha detto la sua sulla grande prestazione di Albert Gudmundsson nella vittoria della Fiorentina contro la Lazio, paragonandolo ai grandi 10 del passato della squadra gigliata:
Gudmundsson non è un 10 regista come lo è stato De Sisti; non è un 10 trequartista alla Rui Costa e nemmeno un 10 centravantato come Montuori; non è poi un 10 totale come Giancarlo Antognoni e nemmeno un 10 seconda punta come lo sono stati Mutu e Baggio, che avevano il loro regno illuminato sul confine dell’area di rigore. No, lui sembra essere altro: un 10 circumnavigante che ama viaggiare per il prato senza dare punti di riferimento precisi.
Per Inzaghi, era lui l’uomo giusto per completare l’attacco dell’Inter, dato che non ha giocatori che saltano l’uomo. Non ha avuto alcuna difficoltà nel salto di piazza, da Genova a Firenze, ha segnato due rigori perfetti che hanno aiutato la Fiorentina a ritrovare una vittoria preziosissima. E’ uno di quei giocatori che ti risolvono i problemi, una specie di Mister Wolf per Palladino e i suoi compagni di squadra. Al Genoa, andando via, i problemi li ha creati, a Firenze invece li risolverà.
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