L’ex ds dell’Ascoli e scopritore di Sabiri, ha parlato della separazione tra il centrocampista e la Fiorentina.
Queste le sue dichiarazioni rilasciate ai microfoni di Radio Bruno durante ll Pentasport:
“Sabiri è un giocatore che, se contestualizzato in un certo tipo di gioco e fatto sentire importante, può fare la differenza in qualsiasi squadra, anche in piazze come Roma o Lazio. Le difficoltà a Firenze erano facili da prevedere perché è stato preso e messo dietro a molta concorrenza. Io fossi stato nella Fiorentina non avrei preso un giocatore a febbraio per poi rivenderlo a settembre. Lui è un giocatore che patisce la panchina, pur essendo un bravissimo ragazzo e un grande atleta. Il suo problema è sempre stato lo spirito di sacrificio e la dedizione. Mi aspettavo che Italiano lo spronasse ma ho la sensazione che il tecnico viola sia più bravo come allenatore di campo che come gestore di un gruppo. Parlando delle sue caratteristiche vi posso dire che uno con la sua qualità sui calci da fermo è difficile da trovare. Ha un livello balistico da giocatore internazionale e a testimoniare ciò c’è una semifinale dei mondiali raggiunta. Nella Fiorentina non vedo tanti profili migliori del suo.”
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