Una pessima annata. Il 2019 è stato uno degli anni peggiori della storia recente della Fiorentina. La squadra che, da potenziale pretendente per l’Europa, si accartoccia un pareggio dopo l’altro. Stefano Pioli non riesce a trovare una cura. Pochi punti, si aprono le prime crepe e di comunicato in comunicato si consuma lo strappo. Una stagione ricominciata con i migliori auspici, sulle ali dell’entusiasmo di Rocco Commisso si è tramutata in un nuovo incubo. Vincenzo Montella era stato, non senza dubbi dopo il finale della stagione passata, confermato sulla panchina ma i risultati non sono arrivati e soprattutto il gioco. Squadra senza identità, senza nerbo. E alla fine è stato esonero. Un anno iniziato male e proseguito peggio. Pochissime vittorie, media punti da retrocessione, due cambi sulla panchina, obiettivi abortiti. Adesso c’è Beppe Iachini. L’allenatore con il cappellino ha subito voluto marcare la discontinuità rispetto alla gestione precedente. Come? Con il lavoro sodo. “Lavoro, lavoro, lavoro” come ha scandito il Sergente Iachini nella conferenza stampa di presentazione. Domenica due ore e mezza, ieri doppia seduta, il 1 gennaio ancora doppio allenamento. Un vero e proprio cambio di marcia. Serve una squadra compatta, con i reparti corti, coesa e di gamba.
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