Il giornalista Alberto Polverosi ha parlato sul Corriere dello Sport della gara di sabato tra Parma e Fiorentina.
Contro il Parma non abbiamo visto la vera Fiorentina. Non poteva esserlo. Ha ragione Palladino, ci vuole tempo. Il Parma conosceva se stesso, è un prodotto finito, la Fiorentina no, è un prodotto appena abbozzato. E se è ancora distante dalla sua futura dimensione, la colpa è anche del mercato, del ritardo con cui il club si è mosso. Un esempio: dopo l’espulsione di Pongracic, la linea a tre era formata da tre difensori adattati, Kayode (un terzino d’attacco), Amrabat (un mediano) e Biraghi (un altro terzino d’attacco). Mancano ancora due difensori, due centrocampisti (se Amrabat va via), un sostituto di Kean (che nel secondo tempo è scomparso dal campo). Sia chiaro, la Fiorentina non è l’unica società a trovarsi in queste assurde condizioni dettate dai tempi del mercato, il Napoli e la Juventus vivono un’incertezza ancora più preoccupante. La squadra è passata da una linea a quattro a una linea a tre, ma la sua fragilità è apparsa subito evidente
Il disastro di Pongracic è apparso ancora più evidente: ha preso il primo giallo perché, nonostante fosse in vantaggio, si è fatto saltare da Mihaila e ha dovuto stenderlo all’ingresso dell’area di rigore; il secondo è arrivato per un intervento a catapulta su Cancellieri quando bastava accompagnarlo sull’esterno. In buona parte gli errori sono stati individuali, ma tutta la squadra non ha garantito un’efficace copertura. L’intero impianto va rivisto e l’arrivo di nuovi difensori è diventato impellente. In mezzo al campo hanno giocato due mediani, Mandragora e Amrabat, il cui destino è ancora sospeso. E’ vero che il marocchino con Italiano ha fatto anche una specie di regista, ma a Palladino va bene una coppia di natura muscolare? Passaggio breve su Colpani: un gol sbagliato ed è finita lì la sua partita. Se non è la Fiorentina vera, non è nemmeno il Colpani vero
Infine Kean, che con i 90′ di Parma ha raggiunto 919′ senza segnare in Serie A. In certi momenti è sembrato che la squadra non riuscisse a metterlo nella condizione ideale per arrivare al gol. Ha avuto un’occasione e l’ha sbagliata, si è battuto tanto, ma per aiutarlo davvero e perché lui possa aiutare la squadra, come va servito? In profondità? Non è mai partito. Con palla addosso? Qualche sponda l’ha fatta ma senza troppa precisione. Nelle amichevoli aveva dimostrato che il suo pezzo forte era il colpo di testa, ma di palloni buoni dalle fasce non ne sono arrivati. Nel secondo tempo si è perso, andava sostituito. Già, ma con chi? Torniamo alla prima riga: ci vuole tempo
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