Intervenuto a Radio Bruno, Sebastien Frey ha ricordato con molto piacere gli anni a Firenze e parlato dell’atmosfera che si respirava allo stadio Franchi una ventina d’anni fa:
Sono affezionato a tutte le piazze in cui ho giocato, ma Firenze fu letteralmente un colpo di fulmine! Ricordo che la magia inizia con Luca Toni e poi ci confermammo ad alti livelli per 4 anni. I Della Valle mi vollero fortemente e con Prandelli in panchina mi sentivo tranquillissimo. Mi sono innamorato dell’Italia e di Firenze. Il Franchi dei nostri anni faceva paura a ogni avversario, e anche se è uno stadio vecchio ha un fascino incredibile.
Alla Cremonese stavo per esordire in B ma mi fermai a causa di un problema muscolare. Dovetti festeggiare la promozione in A senza poter scendere in campo. Adesso spero di aver trovate un po’ di continuità, mio padre era felicissimo per i miei gol e mi ha detto che ci sto mettendo personalità, carattere. Mi ha sempre spinto a non mollare, nemmeno nei momenti più complicati. Con lui mi confronto sull’aspetto mentale, non su quello tecnico.
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