Tra le tante situazioni su cui è chiamato ad intervenire Cesare Prandelli c’è anche quella dell’attaccante della Fiorentina. Appurata la sterilità offensiva dei numeri nove viola in questo avvio, il nuovo tecnico – almeno a parole – ha già escluso Kouame dal lotto delle prime punte, che oggi sembrerebbe limitarsi alla sfida tra Dusan Vlahovic e Patrick Cutrone per una maglia da titolare. Con il serbo che, a livello ambientale, parte da una posizione di vantaggio data anche dal riscatto obbligatorio dell’ex Milan e Wolves legato ad un certo numero di presenze da titolare: dodici quelle da lui collezionate, ventisei quelle che servono perché la Fiorentina paghi in automatico i 18 milioni di euro dovuti al club inglese. Un obbligo che, almeno fino a oggi, non sembra entusiasmare la dirigenza viola, e che potrebbe portare Prandelli a dover centellinare le occasioni da concedergli come titolare. Possibile dunque che tocchi al serbo Vlahovic avere maggior spazio da qui a gennaio, con l’obbligo di riuscire a far cambiare idea ad allenatore e ambiente: a suon di gol deve dimostrare che un attaccante non serve. Anche perché già da qualche giorno ormai sono tornati in auge profili polacchi quali un altro ex rossonero, e già con Prandelli – anche se per poco – a Genova come Krzysztof Piatek, o quell’Arkadiusz Milik che non ha voluto lasciare Napoli nel corso dell’ultimo mercato, ma che sembrerebbe aver cambiato idea in vista di gennaio.
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