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Dodo: “Ringrazio Palladino per come sto giocando. Un avversario difficile da marcare è…”

Ecco l’intervista del terzino viola Dodo nella puntata di My Skills su Dazn in collaborazione con EA SPORTS FC 25.

Di sé, Kean e l’avversario più difficile da marcare

Ecco le parole di Dodo, intervistato dall’ex viola Behrami:

“Prima facevo l’esterno alto, conosco benissimo come si lavora su tutta la fascia destra. Per me è più facile dribblare quando arrivo in corsa, tenendo il pallone vicino al piede. Mi piace sempre avere due opzioni: andare verso l’interno oppure sul fondo ma aspetto sempre l’ultimo passo del difensore prima di decidere cosa fare. Ho un dribbling tutto mio che mi piace, quando attraggo all’indietro il difensore e poi porto improvvisamente avanti il pallone con il piede sinistro. L’ho fatto con Theo quest’anno. Però il tunnel resta il mio dribbling preferito, ne ho fatto uno bellissimo contro il Parma e poi un altro a Empoli”.

Di Kean dice:

A inizio anno ho fatto una scommessa con Kean. È venuto da me e mi ha detto: ‘Se mi fai 8 assist, ti regalo una vacanza’. Vediamo, sto ancora aspettando, gli ho regalato tanti bei palloni ma niente ancora (ride). La stagione però è lunga. Livello alto, però: mi ha detto che posso andare alle Maldive o New York con tutta la famiglia”.

L’avversario più difficile da marcare? 

Leao perché ha un passo incredibile. È davvero difficile marcarlo. Con lui è meglio se entro subito deciso quando è di spalle per non farlo girare, perché se si gira, è dura. Quest’anno la situazione con il Milan è stata questa: Theo gli passava il pallone e io entravo sempre forte per non farlo girare. È passato solo una volta ma è andato in porta”.

Dodo (ph. G.Morini)

Su Palladino e gli idoli brasiliani

Prosegue poi dicendo:

Su Palladino si esprime dicendo:

Il mister ha fatto alzare il mio livello di gioco. Mi ha detto: ‘Dodò, tu hai una forza e una corsa incredibile per arrivare sul fondo ma prova anche a palleggiare con un centrocampista per saltare l’uomo. Prova a fare un passaggio corto e andare in profondità’. E io mi trovo benissimo con le soluzioni che mi ha dato”.

I tuoi idoli brasiliani?

“A Cafu ruberei l’attitudine difensiva, era anche un grande marcatore. A Maicon la capacità di segnare e vedere la porta anche da posizioni impossibili. Poi Dani Alves: da lui prenderei la qualità, sapeva giocare ovunque, anche a centrocampo. Faccio una classifica: primo Cafu, perché ha vinto tanto anche con la Nazionale, poi Dani Alves e Maicon”.

Gaia Turati

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