Le condizioni di Joe Barone, direttore generale della Fiorentina, sembrano peggiorare di ora in ora. Domani al San Raffaele, sruttura ospedaliera in cui l’uomo è attualmente ricoverato, dovrebbe arrivare anche il patron gigliato, Rocco Commisso. In merito alla situazione, questa mattina è intervenuta anche La Gazzetta dello Sport. Ecco uno stralcio di quanto scritto sul noto quotidiano sportivo.
Al San Raffaele tutti la chiamano “Resurrection machine”. Facile intuirne il motivo. E’ un apparecchio all’avanguardia, si usa per i casi più gravi, ha salvato tante vite. Joe Barone si aggrappa alla vita attaccato alla Resurrection machine dopo l’infarto improvviso e tremendo che lo ha colpito nel ritiro della Fiorentina poco prima della sfida con l’Atalanta (rinviata) e l’operazione al cuore. Nel reparto di terapia intensiva, il direttore generale della Fiorentina, che domani compirà 58 anni, è sempre grave, ma resiste. Il club viola ieri ha diramato il secondo comunicato: «Le funzioni vitali sono sostenute da tecniche di supporto meccanico artificiale. Ogni previsione prognostica è attualmente fuori luogo. La famiglia Barone, la famiglia Commisso e tutta la Fiorentina ringraziano il San Raffaele e tutta l’equipe del Professor Zangrillo per l’operato che è stato messo in atto fin dal primo momento». Proprio Zangrillo nell’incontro avuto ieri con la moglie di Barone, Camilla, avrebbe illustrato l’estrema gravità della situazione
Come ben sappiamo, ieri Barone è stato colpito da un infarto. A tal proposito, il cardiologo Simone Mininni è intervenuto ai microfoni di Italia 7 durante 30° Minuto per illustrare la situazione.
Cosa è successo a Barone? Improvvisamente il nostro dg ha avuto un dolore al petto. Sembra che si sia trattato di un infarto, dove il cuore si ferma totalmente. Dopo un po’ il cuore ha ripreso a muoversi, così gli hanno riaperto le arterie che si erano chiuse con un intervento. Sarà importante il tempo, da questo si capirà quanto il cuore potrà riprendersi. È collegato ad una macchina per permettere una buona ossigenazione dell’organismo. Speriamo che questo possa fare da ponte per dare il via al recupero. Colpa dello stress? Sicuramente non aiuta, ma il problema è dovuto dall’ostruzione di un arteria, che non ha pompato il sangue al cuore e al cervello
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