Avrebbe fatto il poliziotto. Se non fosse diventato calciatore, Gosens avrebbe seguito le orme del nonno. Dopo provini falliti, scarti poi tutto è cambiato. Ha iniziato dal Vitesse per poi affermarsi anno dopo anno, esplodendo a Bergamo con l’Atalanta: prossima avversaria della Fiorentina.
Di seguito l’approfondimento de La Nazione:
Se non fosse diventato calciatore, Gosens avrebbe fatto il poliziotto come il nonno. Voleva un lavoro stabile e il pallone, quando era un bambino, era solo un aspetto di contorno. Poi tutto è cambiato quando dopo alcuni provini falliti (tra cui uno al Dortmund) è riuscito a trovare la sua dimensione nelle giovanili del Vitesse, in Olanda
Eppure, al di là dello sport, sono altri gli aspetti più interessanti della vita di Robin, che oltre ad aver creato una fondazione per aiutare i bambini in difficoltà ha scritto anche un libro dal titolo «Vale la pena sognare», dove racconta la sua crescita da calciatore. Gosens ama i tatuaggi e tra questi ha sia il numero 8, la data del suo esordio da pro, che una dedica per la famiglia e la sorella
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