Fiorentina, ecco la situazione per il mercato di gennaio (ANSA) - FiorentinaUno.com
Bologna–Fiorentina è una partita che va oltre i novanta minuti, un derby dell’Appennino carico di storia, passione e identità. Raccontarla in ricordo di Rocco Commisso significa parlare di un uomo che ha restituito orgoglio e ambizione alla Fiorentina, riportando al centro valori come appartenenza, rispetto e amore autentico per i colori viola.
Ogni sfida contro il Bologna richiama il senso della tradizione: due città diverse ma unite da una cultura calcistica profonda, fatta di stadi vissuti, tifoserie calde e rivalità sincere. In questo contesto, la Fiorentina di Commisso ha sempre cercato di scendere in campo con coraggio, senza paura del risultato, ma con la volontà di onorare la maglia. È questo lo spirito che il presidente ha trasmesso fin dal suo arrivo: una squadra che lotta, che cade e si rialza, che non rinuncia mai alla propria identità. Bologna–Fiorentina diventa così il simbolo di un percorso: non solo una partita da vincere, ma un’occasione per ricordare quanto contino le persone nel calcio. Commisso ha insegnato che dietro ogni gol, ogni sconfitta e ogni vittoria ci sono valori umani prima ancora che sportivi.
Ecco le parole del dg Ferrari nel pre partita Bologna-Fiorentina rilasciate a DAZN.
“Era una persona eccezionale, ci ha dato tutto, ci è stato vicino. Lo raccontano bene tutti i messaggi che ci sono arrivati in queste ore, tutti riconoscono quanto sia stata una persona di grande cuore. Desidero ringraziare tutti coloro che ci stanno vicini, anche a nome della famiglia. Rocco era un vero combattente e per questo siamo qui a giocare”.
Ci siete tutti qua al Dall’Ara, anche gli infortunati.
“Siamo tutti qui. Chi ha conosciuto Rocco non ha dubbi sul fatto che oggi avrebbe voluto giocare. E quindi siamo tutti qua, il gruppo è unito perché dobbiamo stare insieme e regalargli qualcosa”.
Se chiude gli occhi e pensa a lui, cosa le viene in mente?
“Mi viene in mente lui che sorride e che accarezza un ragazzino del settore giovanile, e gli chiede: “Come ti chiami, bello?”.
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