L’omelia del cardinale Betori per Rocco Commisso: “Mi fece benedire la cappella del Viola Park, innamorato di Firenze”
L'ultimo regalo di Commisso alla Fiorentina e a Firenze (Photo by Claudio Villa/Getty Images) via OneFootball
Durante la messa in suffragio celebrata nel Duomo di Firenze per Rocco Commisso, il cardinale Giuseppe Betori, ex arcivescovo della città, ha voluto rendere omaggio al presidente della Fiorentina con parole dense di significato umano e spirituale, ricordandone il legame profondo con Firenze e il valore del suo impegno.
L’ultimo regalo di Commisso alla Fiorentina e a Firenze (Photo by Claudio Villa/Getty Images) via OneFootball
Il ricordo dell’ex arcivescovo: “La sua vita è stata un servizio tra famiglia, lavoro e sport”
Nel corso dell’omelia, Betori ha descritto Commisso come una figura amata e stimata, capace di lasciare un segno profondo nella comunità cittadina:
“Quando ci lascia una persona che abbiamo stimato per quanto ha fatto e dato alla nostra città, a cui abbiamo voluto e vogliamo bene perché ci ha fatto dono della sua umanità, si faticano a trovare le parole per esprimere appieno i sentimenti e le emozioni. Innamorato di Firenze, generoso presidente della Fiorentina, di fronte alla cui morte non abbiamo parole umane per consolarci”.
Il cardinale ha poi invitato a leggere l’intera vita di Commisso come una forma di servizio verso gli altri, declinata nei diversi ambiti dell’esistenza:
“Ci è chiesto di pensare la nostra vita come un servizio, che il Signore ci ha affidato nei confronti degli altri. È un servizio da svolgere nei diversi contesti in cui si articola la nostra vita. Mi piace pensare ai contesti di vita in cui si è manifestato il servizio di Rocco Commisso: famiglia, lavoro, impegno sociale, promozione dello sport”.
Un servizio che, come sottolineato da Betori, ha prodotto frutti sia negli Stati Uniti sia a Firenze:
“Mi piace rileggere lo svolgersi della sua vita come un molteplice servizio di cui in tanti, negli Stati Uniti d’America e qui a Firenze, abbiamo colto i frutti”.
Nel passaggio conclusivo dell’omelia, il cardinale ha richiamato il messaggio evangelico, affidando Commisso alla misericordia di Dio:
“Nel suo servizio abbiamo potuto cogliere i caratteri con cui, nel vangelo, Gesù chiede che i discepoli mostrino il loro essere pronti per l’incontro con lui: con la cintura ai fianchi, per un servizio spedito, senza ostacoli, senza appesantimenti, e con le lucerne accese, per chiarezza di obiettivi e attenzione nei modi. Il premio è stare alla tavola con Gesù ed essere serviti da lui. È quanto preghiamo che egli oggi conceda al nostro caro amico Rocco”.
Renzi su Commisso, la Fiorentina e lo stadio Franchi (Photo by Simone Arveda/Getty Images) via OneFootball
Betori ha poi condiviso un ricordo personale legato al Viola Park, sottolineando il valore spirituale che Commisso volle dare al centro sportivo:
“Affido le parole conclusive a un ricordo personale, poco consono a un’omelia secondo i canoni liturgici, ma che ritengo utile a comporre insieme in questo momento nei nostri cuori la memoria e la speranza”.
Il cardinale ha ricordato la volontà di Rocco e Caterina Commisso di realizzare una cappella all’interno del Viola Park e di affidare l’intera struttura alla benedizione divina:
“A coronamento del Viola Park, Rocco e Caterina Commisso vollero una piccola cappella per la preghiera e mi chiesero di benedirla, dedicando l’altare. Lo feci molto volentieri, convinto che c’è uno speciale legame tra la pratica sportiva e la dimensione spirituale”.
Infine, l’immagine più intensa, rimasta impressa nella memoria del cardinale:
“Il presidente volle poi che, al momento dell’inaugurazione del Viola Park, salissi con lui sulla collinetta che domina la cittadella sportiva, perché dall’alto invocassi su di essa la benedizione del Signore. Conservo viva nel cuore l’immagine di Rocco che poneva il suo sguardo su quanto aveva voluto e realizzato e al tempo stesso mi chiedeva di porre tutto sotto lo sguardo benedicente di Dio, nelle sue mani”.
Serena Baldi
Fin da piccola volevo fare la Giornalista, un sogno diventato realtà. Nasco come giornalista di cronaca nera, ma poi seguo la mia passione più grande e cosi riesco ad entrare nel mondo dello sport collaborando con diverse testate sportive. Oggi faccio parte dell'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti e sono Caporedattrice di FiorentinaUno, un altro passo in avanti per la mia carriera giornalistica.