Joseph Commisso al funerale del padre (foto FiorentinaUno.com)
Nel corso della messa in suffragio di Rocco Commisso, dall’altare del Duomo ha preso la parola anche Joseph. Di seguito le parole del figlio del patron viola.
Il figlio del presidente che ha fatto un discorso toccante esprimendosi con queste parole.
“Buonasera, Firenze. Grazie.
Eminenza, autorità religiose, dignitari, amici, membri della famiglia della Fiorentina e popolo di Firenze: grazie per averci accolto in questa cattedrale sacra, nel cuore di Firenze, mentre ricordiamo Rocco B. Commisso, mio padre — un uomo che faceva sentire le persone importanti e che ha reso orgogliosa questa città.
Lo abbiamo salutato negli Stati Uniti, ma questa sera appartiene a Firenze, perché è qui che il suo cuore si sentiva davvero a casa.
Poiché siamo riuniti per la Santa Messa, affidiamo il nostro dolore all’altare e lo raccomandiamo alla misericordia di Gesù Cristo. Chiediamo alla Beata Vergine Maria e a tutti i santi di pregare per lui, confidando che il Signore, che vede ogni atto d’amore, lo accolga nella sua pace. Che Dio gli conceda il riposo eterno e doni conforto a ogni cuore che ne sente la mancanza.
Non dimenticherò mai il suo primo giorno al Franchi, in piedi sul campo, mentre guardava verso il popolo di Firenze. Era profondamente commosso da voi e disse semplicemente: “Vi voglio bene.”
In questi ultimi giorni avete mostrato alla nostra famiglia qualcosa che non dimenticheremo mai. Ho visto fiori, sciarpe e messaggi scritti a mano ai cancelli del Rocco B. Commisso Viola Park. Ho letto “Grazie Rocco”. E ho sentito quell’amore — profondamente.E voglio condividere una cosa importante per la nostra famiglia: in suo onore — e perché era ciò che lui desiderava — la Fiorentina utilizzerà sempre il nome completo, Rocco B. Commisso Viola Park, in ogni comunicazione. Ci sentirete chiamarlo così, ed è semplicemente perché siamo arrivati a credere in una cosa: pronunciare il suo nome è un modo per tenerlo vicino. Ogni volta che il suo nome viene detto, il suo dono a Firenze viene ricordato.
La storia di mio padre è iniziata in Calabria, forgiata da Giuseppe e Maria Rosa, che gli hanno insegnato la fede, il sacrificio e il valore della famiglia. E la famiglia è rimasta il centro della sua vita — Catherine, sua moglie da oltre cinquant’anni; Marisa e me; il suo amato fratello Nicola, che ci ha lasciato; le sue sorelle Raffaelina e Italia; e i tanti nipoti e pronipoti che adorava.
Mio padre era un uomo straordinario — diretto e determinato, sì — ma anche pieno di cuore e profondamente leale verso le persone a cui voleva bene. E Firenze ha conosciuto questo lato di lui. Ha costruito Mediacom partendo da zero — non solo come un’azienda, ma come una missione fondata sul lavoro, sulla dignità e sul rispetto delle persone. E non ha mai dato troppo peso ai titoli: diceva a tutti, “Chiamatemi Rocco”, non CEO, non Presidente.
Poi, nel 2019, è arrivato a Firenze e ha acquistato la Fiorentina — e per lui era qualcosa di personale. Ha scelto la Fiorentina per restituire al calcio italiano ciò che il calcio gli aveva dato — e ha regalato al club una casa su cui costruire le fondamenta del suo futuro. Voleva una Firenze di nuovo orgogliosa: orgogliosa della maglia, dello spirito, di ciò che la Fiorentina rappresenta.
In pochi anni, la Fiorentina è tornata sui palcoscenici più importanti — una finale di Coppa Italia e due finali europee. Quelle notti ci hanno ricordato che Firenze può tornare a sognare. Lui le ha vissute come uno di voi — con il cuore in mano. Mio padre diceva spesso sorridendo: “Guidare Mediacom è difficile… ma la Fiorentina è ancora più difficile.” E poi aggiungeva: “Ed è per questo che la amo ancora di più.”
Basti pensare che il Rocco B. Commisso Viola Park è il più grande centro sportivo d’Italia. È una vera casa per tutta la famiglia viola — squadra maschile, femminile e settore giovanile — costruita con strutture mediche e di recupero di livello mondiale, e coronata dalla cappella dedicata a Santa Caterina. Fu proprio il Cardinale Betori, all’epoca, a inaugurare il Rocco B. Commisso Viola Park. Rocco voleva l’eccellenza — quella che rende Firenze orgogliosa: lavoro, rispetto e ambizione.
E non si è limitato a costruire — ha anche donato.
Durante l’emergenza Coronavirus, ha contribuito a sostenere la campagna “Forza e Cuore” a favore degli ospedali di Firenze. E quando si recava all’Ospedale Pediatrico Meyer, non andava come proprietario o imprenditore — andava come padre. Portava maglie, palloni, piccoli doni viola e, soprattutto, sorrisi — direttamente ai bambini. E lo si vedeva nei loro volti: erano felici.
Più di ogni altra cosa, mio padre amava la sua famiglia. E in questi giorni, ciò che mi ha colpito nel profondo è sentire ripetere sempre la stessa cosa: quando le persone lo conoscevano davvero, non si sentivano dipendenti, colleghi o tifosi — si sentivano parte di una famiglia. A Mediacom, alla Fiorentina e qui a Firenze, aveva un dono raro: faceva sentire le persone parte di qualcosa. Rispettava tutti — i più potenti e i più umili. Posso quasi sentirlo oggi — sorridente, magari mentre dava una leggera carezza sul volto, e chiedeva sempre per primo: “Come stanno i tuoi cari?” Questo era lui: diretto e affettuoso.
Avrebbe voluto salutare Firenze — la città che lo ha accolto, abbracciato e ricambiato con amore. Questa sera lo facciamo noi — e gli facciamo anche una promessa: porteremo avanti ciò che abbiamo costruito insieme nel suo nome. E voglio che lo sappiate: sotto la nostra guida continueremo a costruire la Fiorentina — con visione, disciplina e rispetto per Firenze e per i tifosi. La Fiorentina verrà sempre al primo posto e, insieme ad Alessandro Ferrari e Mark Stephan — e a tutte le persone che ogni giorno lavorano per questo club — continueremo il percorso iniziato, con umiltà, unità e cuore.
Grazie, Firenze, per l’amore che avete dimostrato alla nostra famiglia. Il vostro amore per mio padre è il più grande onore di tutti. Vi voglio bene.
Questa sera preghiamo per Rocco B. Commisso — e la mia famiglia terrà Firenze nelle proprie preghiere.
Babbo… grazie. Ti voglio bene. Per sempre.
Forza Viola”.
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