Dura, durissima l’analisi de La Gazzetta dello Sport sulla prestazione della ACF Fiorentina contro lo Jagiellonia Białystok in UEFA Europa Conference League. I viola hanno perso 4-2 ma sono comunque riusciti a staccare il pass per gli ottavi, dove affronteranno Strasburgo o Rakow.
Il quotidiano milanese non usa mezzi termini dopo la gara della Fiorentina di Paolo Vanoli in Conference League.

La Gazzetta stronca la Fiorentina dopo il 4-2 con lo Jagiellonia
“Viola di vergogna, la Fiorentina si intrufola a testa bassa negli ottavi di Conference, dove affronterà Strasburgo o Rakow. C’è poco da festeggiare il passaggio del turno, in coda a una prestazione sconcertante. La squadra di Vanoli riesce a dilapidare in cinquanta minuti il comodo 3-0 guadagnato in Polonia, facendosi travolgere dallo Jagiellonia che con il capocannoniere Pululu e il metodista Romanczuk, assenti all’andata, è tutta un’altra squadra rispetto a quella affrontata una settimana prima a Bialystok”.
Un giudizio severo che sottolinea come la Fiorentina abbia sprecato il largo vantaggio dell’andata, complicandosi la vita con un approccio sbagliato e un calo di tensione evidente.
Supplementari e brividi: qualificazione nel caos
La Gazzetta evidenzia anche il modo in cui è maturata la qualificazione:
“La qualificazione arriva nel peggiore degli scenari, per il dispendio di energie per l’extratime e la perdita di Solomon che esce infortunato, e soltanto nel secondo tempo supplementare, con il colpo di Fagioli e un’autorete di Romanczuk provocata da Kean, innesti necessari per una Viola che ha ricevuto pochissimo dalle seconde linee. Con tanto di brividi finali perché il 2-3 non mette fine all’agonia: Imaz la prolunga con un destro che sorprende De Gea – entrato a inizio ripresa per Lezzerini, pure lui ko -, ulteriore dimostrazione che appena la Fiorentina abbassa la tensione ci scappa la sciocchezza”.
Una partita che ha lasciato strascichi, sia fisici che mentali, con infortuni e un dispendio di energie pesante in vista dei prossimi impegni.

“Ha paura anche della propria ombra”
Il passaggio più duro riguarda l’aspetto psicologico:
“La squadra di Vanoli è come un paziente in rehab: sembra guarito dalle 3 vittorie di fila ma basta niente a farla riprecipitare nell’abisso. Dopo il 3-0 dell’andata ci eravamo chiesti come fosse stato possibile aver paura di questo Jagiellonia. Ma la Fiorentina ha paura anche della propria ombra”.
Parole che fotografano una squadra fragile, capace di alternare buone prestazioni a blackout improvvisi. Ora la qualificazione è realtà, ma il cammino europeo della Fiorentina riparte tra dubbi, critiche e la necessità di ritrovare solidità mentale.