Doveva essere una serata serena, quasi una formalità dopo lo 0-3 dell’andata. E invece Fiorentina–Jagiellonia Białystok si è trasformata nell’ennesimo romanzo europeo pieno di tensione, errori e colpi di scena. La qualificazione agli Ottavi di UEFA Europa Conference League è arrivata, ma al termine di una gara che ha riaperto dubbi e polemiche.
Con tre gol di vantaggio maturati in Polonia, la Fiorentina sembrava avere il controllo totale del doppio confronto. L’obiettivo era amministrare, abbassare i ritmi e gestire le energie. Invece i viola hanno abbassato la tensione in modo pericoloso, concedendo campo e fiducia agli avversari.

Da gestione totale al blackout: cosa è successo
Per oltre un’ora la squadra è apparsa lenta, distratta, fragile nelle marcature e imprecisa nelle scelte. Lo Jagiellonia ha trovato entusiasmo e coraggio, restituendo colpo su colpo il passivo dell’andata fino a riaprire completamente il discorso qualificazione. Un blackout tecnico e mentale che ha riportato alla mente altre serate europee complicate. Quando la partita ha iniziato a scivolare verso il baratro, è arrivata però la reazione d’orgoglio. Nei tempi supplementari la Fiorentina ha ritrovato lucidità e qualità, chiudendo i conti con il definitivo 2-4 che ha spento le speranze polacche.
Il passaggio del turno è realtà, ma il modo in cui è maturato lascia interrogativi sulla gestione delle partite e sulla tenuta mentale della squadra. Questa Fiorentina alterna controllo e smarrimento con troppa facilità, trasformando una gara apparentemente semplice in un vero thriller europeo. La qualificazione è un dato di fatto. La serenità, invece, resta ancora da conquistare.
I viola perdono Gosens e Solomon
Non solo 120 minuti di fatica e tensione: la notte europea della ACF Fiorentina lascia in eredità anche due infortuni pesanti che rischiano di condizionare le prossime settimane della stagione.
Il primo riguarda Robin Gosens. L’esterno tedesco ha riportato una frattura allo zigomo, un problema che lo costringerà a scendere in campo con una maschera protettiva nelle prossime partite. Una situazione delicata ma gestibile, che non dovrebbe comportare uno stop prolungato, anche se richiederà attenzione e monitoraggio costante. Ben più preoccupante, invece, la situazione di Manor Solomon. L’attaccante israeliano è stato costretto ad abbandonare il campo dopo dieci minuti del primo tempo supplementare a causa di un problema muscolare al retto femorale della coscia destra. Un infortunio che fa temere uno stop significativo proprio in una fase cruciale tra campionato e coppe.

Nella giornata di oggi sono previsti gli esami strumentali che chiariranno l’entità del problema, ma le prime sensazioni che filtrano dall’ambiente viola non sono incoraggianti. Se venisse confermata una lesione muscolare, Solomon rischierebbe di restare ai box per diverse settimane, riducendo le opzioni offensive a disposizione dell’allenatore.
Dopo una gara già dispendiosa sotto il profilo fisico e mentale, la Fiorentina si ritrova dunque a fare i conti anche con l’emergenza in infermeria. Le prossime ore saranno decisive per capire l’impatto reale di questi infortuni sul cammino dei toscani.