Mandragora in gol nell'ultimo Fiorentina-Juventus (ANSA) - FiorentinaUno.com
La Fiorentina esce dalla sfida contro l’Udinese con più di un interrogativo, soprattutto a centrocampo. Se la difesa continua a mostrare fragilità evidenti, anche gli altri reparti non offrono garanzie. La partita ha messo in luce una realtà preoccupante: il centrocampo viola sembra aver perso identità, equilibrio e soprattutto fisicità.
Contro la solidità dei friulani, la mediana della Fiorentina è apparsa in difficoltà per intensità e struttura muscolare. Una lacuna che era già emersa nei mesi precedenti e che il mercato di gennaio non è riuscito a colmare. Il risultato è un reparto spesso sovrastato nei duelli e poco incisivo nella costruzione del gioco.
Uno dei nodi principali riguarda la coesistenza tra Marco Brescianini e Giovanni Fabbian. I due centrocampisti, per caratteristiche tecniche e movimenti, tendono a occupare le stesse zone di campo. Questa sovrapposizione finisce per limitarne l’efficacia e rende complicata la loro gestione contemporanea. Contro l’Udinese, entrambi hanno faticato a trovare ritmo e posizione. In particolare Brescianini, ex Atalanta, ha disputato una delle prove meno convincenti dal suo arrivo a Firenze. Spesso fuori dal contesto tattico, non è mai riuscito a inserirsi con i tempi giusti né a garantire copertura adeguata in fase di non possesso.
Fabbian, dal canto suo, non è apparso in condizioni brillanti. La sua capacità di inserimento, arma fondamentale del suo repertorio, è rimasta inespressa. Senza una struttura fisica dominante accanto, il centrocampo viola ha perso equilibrio e profondità. In questo scenario emerge con forza la centralità di Rolando Mandragora. Nelle scorse stagioni comprimario, oggi è diventato un punto fermo. La sua presenza è preziosa soprattutto sotto porta, come dimostrano i gol decisivi segnati in diverse occasioni. Tuttavia, nella costruzione del gioco non rappresenta il profilo ideale per dettare i tempi.
La regia è così affidata quasi esclusivamente alla qualità di Nicolò Fagioli, spesso però limitato da marcature a uomo aggressive. Quando Fagioli viene schermato, la manovra viola perde fluidità e alternative. Senza un centrocampista capace di spezzare il pressing con forza fisica e conduzioni palla al piede, la squadra fatica a risalire il campo. Il problema principale resta la mancanza di “muscoli” in mezzo al campo. La Fiorentina paga l’assenza di un profilo dominante nei contrasti e nelle seconde palle. Contro squadre strutturate fisicamente, il divario emerge in maniera evidente.
Per uscire dalla crisi, servirà ritrovare equilibrio tattico e condizione atletica. La coesistenza tra Brescianini e Fabbian va ripensata, mentre Mandragora e Fagioli necessitano di supporto per non restare isolati. Solo così il centrocampo viola potrà ritrovare identità e solidità, elementi indispensabili per invertire la rotta in campionato.
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