Juventus-Fiorentina, rivoluzione pronta (via onefootball.com) fiorentinauno.com
I fischi assordanti dell’Allianz Stadium al triplice fischio raccontano molto più di una semplice sconfitta. La caduta contro la Fiorentina ha lasciato ferite profonde nell’ambiente della Juventus, ora sesta in classifica e seriamente a rischio esclusione dalla prossima Champions League. Uno scenario che, fino a poche settimane fa, sembrava quasi impensabile per un club abituato a vivere stabilmente ai vertici del calcio europeo.
La contestazione dei tifosi bianconeri è stata durissima e ha coinvolto squadra, società e dirigenza, con la sensazione che il progetto costruito nell’ultimo anno sia ormai vicino al fallimento definitivo. Inevitabile non valutare il parallelismo con quanto accaduto la scorsa stagione, quando anche Thiago Motta vide incrinarsi definitivamente la propria esperienza juventina proprio dopo una sfida contro i gigliati al Franchi. Era la Fiorentina di Raffaele Palladino che, con un netto 3-0, liquidò la panchina del tecnico italo-brasiliano.
Stavolta però il terremoto potrebbe coinvolgere soprattutto i piani alti della società, perché la mancata qualificazione alla Champions rappresenterebbe un danno sportivo ed economico enorme per tutto il club bianconero. A pagare maggiormente potrebbe essere Damien Comolli, dirigente arrivato con grandi aspettative ma oggi sempre più vicino all’addio alla Juventus. Secondo quanto riportato da Tuttomercatoweb, il francese sarebbe il principale responsabile della stagione deludente vissuta dal club, soprattutto per le scelte effettuate sul mercato.
Tra gli acquisti finiti nel mirino ci sono quelli di Edon Zhegrova, costato oltre 15 milioni, Joao Mario nello scambio con Alberto Costa, Luis Openda arrivato per circa 46 milioni tra prestito e obbligo di riscatto e Jonathan David, preso sì a parametro zero ma con commissioni molto elevate. Nemmeno il mercato invernale, con gli innesti di Boga ed Holm, è riuscito a cambiare la stagione bianconera. A pesare sarebbe anche la decisione di confermare Igor Tudor dopo il Mondiale per Club, scelta che all’interno dell’ambiente juventino continua a far discutere. Sullo sfondo resta poi la teoria degli algoritmi tanto sostenuta da Comolli, considerata però poco adatta a un contesto complesso e imprevedibile come quello calcistico. E con la Champions sempre più lontana, il conto rischia adesso di diventare pesantissimo.
La sconfitta contro la Fiorentina ha infatti aperto una crisi totale attorno alla Juventus, con tanti interrogativi anche sul futuro di alcuni giocatori importanti della rosa. Senza gli introiti europei, il club potrebbe essere costretto a ridimensionare il mercato estivo e valutare sacrifici pesanti. Una prospettiva che preoccupa fortemente i tifosi, già esasperati dagli ultimi risultati e da stagione vissuta quasi sempre tra contestazioni, prestazioni deludenti e continui cambiamenti tecnici.
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