Il futuro dello stadio Artemio Franchi continua a tenere banco in casa Fiorentina e in tutta Firenze. Mentre i lavori di restyling procedono e il dialogo tra il club viola, il Comune e il Governo resta costante, nelle prossime settimane è atteso un passaggio che potrebbe indirizzare in maniera significativa il destino dello stadio viola in vista dei prossimi anni.
Il tema è sempre lo stesso: la candidatura del Franchi tra gli stadi che ospiteranno Euro 2032. La città vuole farsi trovare pronta e punta a rientrare nella lista definitiva degli impianti italiani che accoglieranno la competizione organizzata insieme alla Turchia. Per riuscirci, però, non basterà l’avanzamento del cantiere: serviranno certezze sul completamento dell’opera, sulla copertura economica e sul rispetto del cronoprogramma richiesto dalla UEFA.

Franchi, ecco la data chiave per Euro 2032
La Fiorentina segue con grande attenzione l’evolversi della situazione. Il nuovo Franchi rappresenta infatti da sempre uno degli obiettivi strategici della proprietà Commisso, che da tempo chiede uno stadio moderno e all’altezza delle ambizioni del club. Un impianto rinnovato significherebbe maggiori ricavi, servizi migliori per i tifosi e una crescita complessiva della competitività della società, oltre alla possibilità di riportare Firenze stabilmente tra le grandi piazze del calcio europeo.
Dopo l’incontro avvenuto in mattinata con il ministro per lo Sport Andrea Abodi, il neo presidente della Federcalcio Italiana Giovanni Malagò ha risposto alle domande inerenti alla situazione stadi italiani per Euro 2032. Di seguito le sue parole:
Abbiamo avuto un confronto con il commissario straordinario per gli stadi, Massimo Sessa, e Michele Uva, direttore esecutivo di Euro 2032 per l’Italia. Sono molto contento, c’è stato un clima ottimo: entro il 31 luglio aspettiamo delle risposte certificate dalle città candidate. L’UEFA su questo, come tutti gli organismi internazionali, ha scadenze obbligate. Mi sento di dire che ci saranno degli stadi pronti a supportare i cinque iniziali, perché magari da qui a quella data qualche problema ci può essere. Secondo me questo è molto positivo per il Paese: i grandi eventi obbligano.

Entro il 31 luglio, quindi, le città candidate dovranno fornire alla FIGC risposte certificate sulla situazione dei rispettivi stadi. Si tratta di una scadenza fondamentale, perché servirà alla Federazione per valutare lo stato dei progetti e verificare quali impianti potranno realmente rispettare gli standard richiesti dalla UEFA per Euro 2032. La Fiorentina e Firenze osservano con la speranza di vedere l’Artemio Franchi teatro di importanti sfide europee.