Oggi giovedì 9 luglio, alle ore 14:00, è andata in scena, presso il Wind3 Media Center del Rocco B. Commisso Viola Park, la conferenza stampa di presentazione di Fabio Grosso. Di seguito le sue dichiarazioni.

La conferenza stampa di presentazione di Grosso
Alessandro Ferrari, direttore generale della Fiorentina, ha parlato in apertura della conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico viola Fabio Grosso. Queste le sue parole:
Oggi abbiamo il piacere di presentarvi il nuovo allenatore. Una scelta condivisa con tutta la famiglia Commisso che ha avuto il piacere di conoscerlo. Per noi non è solo un mister ma ci darà una mano anche da un punto di vista manageriale per avere una Fiorentina più solida. Ci siamo incontrati tempo fa, Paratici ci ha proposta la scelta che è stata la prima e unica. Siamo felici di presentarlo e ben arrivato.
Di seguito le dichiarazioni di Grosso in conferenza stampa:
Venti anni fa vinceva il Mondiale, oggi la vediamo a Firenze. Cosa l’ha convinta del progetto?
Intanto ringrazio i direttori Ferrari, Paratici e Goretti per questa opportunità. Grazie anche alla proprietà per l’opportunità che mi sta dando. La Fiorentina è un club storico e per me essere qui è un grande orgoglio. Ringrazio anche il Sasssuolo, ho passato due anni bellissimi. E’ grazie a loro se oggi sono qui. Sono felice di essere qui.
Sul 2006…
Gli anni passano ma il livello che abbiamo toccato quell’anno resta nella storia e per me questo è un motivol di orgoglio. E’ passata tanta acqua sotto i ponti in questi 20 anni e io ho cambiato mestiere. Ne sono passati anche 30 da un campionato Juniores regionale dove giocavo: è una curiosità che mi piace ricordare. Mi piace tanto stare a contatto con i ragazzi. Conosco le mie responsabilità, faremo di tutto per fare qualcosa di bello.
Cosa rappresenta per lei essere il tecnico viola nell’anno del centenario?
Sono consapevole di quello che mi è stato chiesto: la società vuiole ricostruire qualcosa di bello e lo tengo presente. Poi però è il tempo e il lavoro che determinano le cose. Noi stiamo cercado di mettere dei tasselli per far crescere questo club. Vogliamo ricostuirire una Fiorentina competitiva e duratura.
Spera di vincere un trofeo alla Fiorentina?
Ovviamente è nel sogno di tutti quello di riuscire a realizzare qualcosa di bello. Le emozioni sono determinanti, spostano i dettagli e le situazioni. Io vivo di emozioni. Ero emozionato quando parlavo di 30 e 20 anni fa così come lo sono oggi nell’essere qui. Sento che c’è la voglia e l’ambizione di voler alzare sempre l’asticella e questo è il nostro obiettivo. Certo, abbiamo ancora tanto da fare: devo ancora conoscere i ragazzi e sentire cosa sentono, è fondamentale che anche loro sentano le stesse cose.
Di cosa vuole essere orgoglioso di questa avventura da qui a 10 anni?
Vorrei essere orgoglioso di aver realizzato quello che vogliamo fare. Vogliamo fare della Fiorentina una squadra protagonista del nostro campionato. Ora però penso al presente, ma ogni tanto immaginare quello che vogliamo diventare può schiarirti la strada per arrivarci. Proviamo a non dire quello che voglio, servono più fatti che parole.
Ha parlato con i suoi giocatori? Qualcuno non farà parte del ritiro?
A me piace sempre essere sincero: stiamo finendo di fare le ultime valutazioni. Oggi magari ci saranno anche altre novità. La gestione del gruppo è determinante. Per ora non ho chiamato nessuno, vogliamo prendermi tutto il tempo utile per decidere. Presto avrete la lista definitiva.
La sua squadra giocherà 4-3-3?
Bisogna sempre avere le idee chiare quando si va in un posto. Io ho sempre cercato di mettere in campo una squadra con qualità morali importanti ma anche con coraggio, con una proposta offensiva. Poi certo, alcune volte ti devi adeguare alla realtà che trovi. L’idea è quella di giocare 4-3-3. L’ho sempre fatto e voglio continuare a farlo.
Su Atta
Intanto faccio i complimenti al direttore… qualche giorno fa gli ho scritto e gli ho chiesto se era sicuro che il ragazzo venisse. Sono contento di questo acquisto, vedo Atta come centrocampista. Ha qualità, quantità e un potenziale grandissimo. Lo vedo come mezzala sinistra.
Che idea si è fatto della piazza di Firenze?
Sono sempre stato molto parsimonioso con le parole, a me piace ridere, scherzare, quando hai delle responsabilità devi fare le cose per bene ma poi le parole hanno un peso. Rispetto agli inizi ora sono più loquace. Ma voglio utilizzare ciò che dico nella maniera giusta. Se sono qui è perché la società ha valutato che sono in grado di stare qua. Qui c’è una passione grandissima, Firenze è una città unica al mondo e sento questa voglia di mettermi a lavoro. C’è grande desiderio di voler fare le cose al meglio e il direttore sta lavorando sodo per mettermi a dispisizone ragazzi bravi.
Sa già chi sarà il capitano della sua Fiorentina?
Sarà una decisione importante: voglio conoscere tutti i giocatori e parlare con loro. Qui c’è bisogno di tante motivazioni visto che ci sono molte aspettative. Voglio sentire chi sente davvero questi valori per fare le cose insieme.Ci sarà un ordine di capitani ma prima voglio conoscere i giocatori.
Ci dice che giocatore è Thorstvedt?
Non mi piace parlare dei ragazzi che non alleno, ma ringrazio tutti i miei ex ragazzi, compreso Kristian con cui ho avuto un ottimo rapporto. Ha grandi qualità e per ora nella testa ha altro. Oggi però non voglio parlare di singoli di altre squadre. Non ho fatto richieste specifiche perché sono nelle mani di un direttore che sa cosa fare.
Sugli arrivi di Viery e Dragusin
Scopriremo via via quali sono le caratteristiche dei nuovi giocatori e proveremo ad esaltarle. Sicuramente in alcuni momento potrò valutare di avere un terzino più bloccato. Io però mi fido del lavoro che fa il direttore. Viery ha un grande potenziale, lo voglio scoprire. Dragusin lo conosco meglio perché ha già giocato qui in Italia ed è un acquisto importante.
Moise Kean è al centro del suo progetto?
Lo conosco bene, ho inziato a lavorare alla Juve con lui e si vedevano già le sue potenzialità. Lo chiamai in Primavera da sotto età ed ha bruciato le tappe. Ha grande potenziale e doti fische e tecniche di primo livello. Voglio scoprire i suoi pensieri adesso.
Su Fagioli
Lo vedo al centro del mio progetto. E’ un ragazzo con qualità altissime, può fare grandi miglioramenti sotto tanti punti di vista: parliamo di un giocatore che ho sempre piacere di abbracciare quando incontro.
Quale sarà la sua politica nella gestione dei giovani?
Intanto faccio i complimenti alla Primavera e all’Under-18 per i successi centrati. Non è il primo obiettivo quello di vincere i trofei ma è bello farlo. L’idea di fare un mix c’è e fa parte della storia mia e del direttore. E’ nei nostri pensieri quella di mettere dei giovani con i più grandi ma vedremo cammin facendo. Vogliamo avere all’interno delle risorse giovani.
Su Gudmundsson
Albert è un giocatore con qualità ma ci voglio parlare e capire le sue sensazioni. Perché all’interno della squadra voglio gente che lavori sodo per ottenere risultati. Non è un esterno e neanche un centrocampista o attaccante. Deve essere libero di muoversi nel campo.
Sul ritiro al Viola Park
Abbiamo a disposizione un centro sportivo unico… dove c’è tutto. Vogliamo costuire al meglio la nostra stagione dalle fondamenta, anche se sappiamo che dovremo affrontare il caldo. Tutte le situazioni però possono portare vantaggi e svantaggi. Cercheremo di allenarci quando farà meno caldo e resistere.
È dal gioco che vuole ripartire la Fiorentina?
Sicuramente sì, è sempre una caratteristica che ho sempre voluto portare avanti ma questo deve poggiarsi anche sui valori umani dei calciatori. Dovremo fare sempre tutto insieme, prima anche della proposta del gioco. Cercheremo sempre di esprirmere un bel gioco, ovvio, ma le fondamenta sono importanti. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che andremo a proporre. Voglio costruire un gruppo con valori importanti e un gioco piacevole.