Direttamente dal ritiro inglese di Teddington, dove risiede attualmente la Fiorentina per la tournée inglese, ha parlato Claudio Filippi. Il nuovo preparatore dei portieri della squadra di Grosso ha fatto il punto della situazione sul lavoro che sta svolgendo con De Gea e compagni.

Le parole di Filippi dal ritiro della Fiorentina:
Di seguito le parole di Filippi ai media presenti:
Come procede la preparazione?
Molto bene perché ho trovato 4 ragazzi estremamente disponibili e con ottime qualità, lavoreremo per fare cose belle insieme.
Cosa l’ha spinta a scegliere la Fiorentina?
Ho scelto Firenze per il progetto che mi ha prospettato Paratici con cui ho lavorato per ben 10 anni. Mi ha raccontato di un club in crescita che vuole fare cose belle. Con una struttura strepitosa e un allenatore bravo che conosco dai tempi in cui giovava. anche a Sassuolo ha fatto cose egregie. Ci sono tutti i presupposti di una squadra di talento e queste prime sensazioni mi hanno convinto di essere nel posto giusto per me.
Com’è lavorare con De Gea?
Ho avuto la fortuna di allenare grandi portieri, come Buffon che per me è stato il portiere più forte della storia. Ho avuto Marchegiani nel Chievo che aveva già vinto lo scudetto ed era stato al Mondiale. Ma anche Maignan. Sono stato fortunato. Lavorare con David è uno stimolo notevole, meraviglioso. È un grande giocatore, e loro hanno sempre una lettura speciale, tipica dei giocatori forti. Lavorare con loro è complicato perché rendono semplice ogni esercizio e quindi dobbiamo trovare sempre esercizi più adatti alle sue caratteristiche.
Ti consideri più psicologo o più allenatore di campo?
I portieri non sono matti. Sono consapevoli che con le loro gesta possono determinare il risultato. Sanno che se utilizzano una buona tecnica non si fanno male nemmeno davanti a un’uscita sui piedi del calciatore. Sanno che il coraggio è una componente dell’atleta di alto livello ma è anche consapevolezza delle proprie qualità.

Hai in mente nuovi tipi di allenamento?
Lo sport in genere è innovazione e il calcio è in continua evoluzione. Cambiano gli atleti, ma anche i palloni. Utilizziamo tanto i palloni da pallavolo per dire per far fronte ai tempi che corrono. Noi dobbiamo essere sempre pronti a cogliere le criticità.
Il portiere è sempre più il primo regista, su cosa lavori?
“Anche questo va a momenti, a mode e tendenze. C’è stato un momento che senza la qualità dei piedi il portiere non poteva giocare. Ora torna il gioco lungo. I giovani portieri sono capaci anche nella costruzione, ma adesso il portiere deve essere bravo a difendere la porta e lo spazio dentro e fuori dall’area di rigore. In più anche nella costruzione e nel gioco lungo oltre che nell’uno contro uno perché ce ne sono tanti nel corso delle partite.
Sugli altri portieri
Sono molto contento del gruppo di portieri che ho a disposizione. Oliver può fare cose interessanti. Luca è un portiere esperto e un punto di forza. Fei è un giovane che giocherà in primavera ma che ha del talento e che potrà fare cose belle. Non ho ancora conosciuto gli altri portieri perché è un piacere seguirne la crescita.
Cosa si aspetta da questa avventura alla Fiorentina?
Mi aspetto di lavorare in un contesto voglioso di migliorarsi e di ottenere il massimo delle possibilità che ci sono nell’ambiente e il primo impatto è stato questo: la voglia di crescere e di superare le difficoltà. Ho fatto tanti anni da acerrimo nemico della Fiorentina ma è sempre stato un ambiente bello con una tifoseria speciale. Stavolta sarò dalla loro parte e spero che potranno esultare per le vittorie della squadra.