L’eventuale arrivo di Kristian Thorstvedt alla Fiorentina aprirebbe una domanda interessante, con una risposta sicuramente più difficile rispetto ad alcune settimane fa: dove si inserirebbe il centrocampista norvegese nelle gerarchie di Fabio Grosso? Il valore del giocatore non è in discussione, ma oggi è complicato immaginarlo con certezza tra i titolari.
Il centrocampo viola è probabilmente il reparto con maggiore abbondanza, non solo dal punto di vista qualitativo, ma anche quantitativo. Atta ha iniziato mostrando una centralità sempre più evidente, mentre Ndour sembra aver compiuto un ulteriore passo avanti rispetto alla scorsa stagione.

Fiorentina-Thorstvedt: aumenta la competizione
Sono due giocatori giovani, ma che stanno conquistando spazio e fiducia. In questo scenario, Thorstvedt rappresenterebbe soprattutto una possibilità in più. Ed è proprio questo l’aspetto più curioso dell’operazione. Non arriverebbe necessariamente per prendere il posto di qualcuno, ma per aumentare il livello della concorrenza e offrire a Grosso una soluzione con caratteristiche differenti.
Il norvegese conosce già il campionato italiano, ha una buona struttura fisica, inserimento e una discreta capacità di attaccare gli spazi. Può giocare da mezzala e garantire una presenza offensiva che potrebbe tornare utile in determinate partite. Ma stabilire oggi se sarebbe un titolare fisso sarebbe abbastanza complicato.
Anche perché il centrocampo viola potrebbe cambiare ancora. Fagioli resta al centro delle valutazioni di mercato e una sua eventuale partenza modificherebbe inevitabilmente le gerarchie, ma le sue qualità non sono in discussione. Allo stesso tempo, Mandragora rimane una soluzione affidabile e Brescianini è un’altra alternativa a disposizione del tecnico. Senza dimenticare Oulai, che Grosso dovrà valutare con attenzione nel corso della stagione.
Thorstvedt potrebbe quindi arrivare in una squadra nella quale nessuno avrebbe il posto garantito. Ed è forse proprio questo il punto più interessante. La Fiorentina sta costruendo una rosa nella quale la qualità delle alternative può diventare un’arma, soprattutto considerando il tipo di calcio che Grosso vuole proporre.
Non avendo le coppe europee, la gestione del gruppo sarà inevitabilmente più delicata. Ci saranno meno partite e quindi meno possibilità di distribuire il minutaggio. A maggior ragione, l’eventuale arrivo di Thorstvedt aumenterebbe la concorrenza in un reparto già affollato. Per questo oggi è difficile prevedere quale sarà il suo ruolo e forse è proprio questo il piacevole mistero dell’operazione.
