La Fiorentina ha scelto la strada della concretezza. Dopo l’addio di Moise Kean, la società viola aveva la necessità di individuare un attaccante capace di raccogliere l’eredità dell’ex centravanti e diventare un punto di riferimento per il reparto offensivo. Tra i nomi valutati nelle ultime settimane c’era anche Joshua Zirkzee, profilo di grande qualità e capace di garantire un importante ritorno anche dal punto di vista mediatico. Alla fine, però, la scelta è andata in un’altra direzione.
Il mancato arrivo dell’attaccante del Manchester United non sarebbe infatti legato esclusivamente alle difficoltà economiche dell’operazione. Il club inglese avrebbe aperto alla cessione, ma senza la volontà di realizzare una minusvalenza. Una condizione che ha inevitabilmente complicato i discorsi con la Fiorentina e reso più difficile arrivare a un’intesa.

Fiorentina: retroscena sull’arrivo di Beto
Zirkzee avrebbe rappresentato un investimento importante e, soprattutto, un giocatore in grado di accendere l’entusiasmo della piazza. Le sue caratteristiche tecniche e la sua capacità di partecipare alla manovra lo rendono un attaccante particolare, capace di svariare e creare occasioni anche per i compagni. Un profilo affascinante, ma non necessariamente quello più funzionale alle esigenze attuali della squadra di Fabio Grosso.
La Fiorentina aveva infatti bisogno soprattutto di trovare un sostituto di Kean. Non soltanto un giocatore di qualità, ma un centravanti in grado di garantire presenza fisica, profondità e maggiore incisività negli ultimi metri. Ed è proprio in quest’ottica che avrebbe preso quota la candidatura di Beto. Secondo quanto riportato da La Nazione, sarebbe stato proprio questo ragionamento a spingere la società viola verso il portoghese. Beto offre infatti caratteristiche differenti rispetto a Zirkzee e, per struttura e modo di interpretare il ruolo, può avvicinarsi maggiormente a ciò che la Fiorentina cercava dopo la partenza di Kean.
L’arrivo del portoghese potrebbe inoltre aprire diverse soluzioni offensive. Beto potrebbe giocare insieme a Mateo Pellegrino, alternarsi con l’argentino oppure affiancarlo in determinate situazioni tattiche. Una possibilità che garantirebbe a Grosso maggiore scelta e, soprattutto, una presenza più consistente dentro l’area di rigore.

La decisione sembra nascere dalla volontà di privilegiare le necessità della squadra rispetto al richiamo mediatico del nome. Zirkzee avrebbe potuto rappresentare un colpo di grande effetto, ma Beto potrebbe essere considerato più adatto per il tipo di attacco che la Fiorentina vuole costruire. Dopo l’addio di Kean, il nuovo centravanti è pronto a raccogliere una responsabilità importante: trasformare le occasioni in gol e diventare il nuovo riferimento offensivo viola