Focus totale su Franco Mastantuono. Il talento argentino, approdato alla Fiorentina nel corso dell’estate, ha raccontato le sue prime sensazioni dopo l’arrivo in maglia viola. Nell’intervista rilasciata questa mattina a La Gazzetta dello Sport, il fantasista ha parlato di tante questioni: il nuovo ambiente, le aspettative e gli obiettivi personali, senza tralasciare quelli della squadra.
Spazio anche al rapporto con Fabio Grosso, allenatore con cui ha iniziato il nuovo percorso a Firenze. Mastantuono ha così svelato diversi retroscena sulle sue prime settimane in viola, raccontando le impressioni avute dal suo arrivo e le ambizioni per la stagione appena iniziata. Un racconto a tutto Mastantuono.

Fiorentina, Mastantuono si racconta a La Gazzetta dello Sport
Il classe 2007, nonostante le due sconfitte all’esordio contro Roma e Frosinone, non perde fiducia e ottimismo nel suo percorso con la maglia della Fiorentina. Questo un estratto delle sue parole:
Abbiamo tanti giocatori nuovi e dobbiamo trovare gli equilibri. lo però ho molta fiducia, nella squadra e in Grosso. Ho scelto la Fiorentina anche per lui: quando mi ha chiamato ho capito che il suo progetto era perfetto per me.
Un passaggio poi sull’arrivo a Firenze, gli obiettivi e l’ambizione europea:
Quando mi hanno chiamato da Firenze ho pensato alla Serie A, un campionato competitivo che mi attrae da sempre, all’importanza del club e ai tanti argentini che qui hanno fatto la storia: tutti mi hanno parlato benissimo di Firenze. Mi aspetto di giocare con continuità, crescere e aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi. Non è il momento di parlare di Europa ma conosciamo il nostro valore, siamo giovani e con grande qualità. La squadra è forte e sappiamo che lavorando e migliorando ogni giorno possiamo toglierci delle soddisfazioni. De Gea e gli altri ci mettono l’esperienza, noi abbiamo entusiasmo e fame.
Un punto anche sui suoi idoli calcistici, con dedica a Leo Messi:
Messi è unico e il migliore di tutti, giocare con lui in nazionale è stato un privilegio ed è triste che abbia lasciato la Seleccion. Ammiro Di Maria e Dybala, Paulo gioca nella mia posizione ma è assurdo paragonarmi a calciatori che hanno avuto una carriera straordinaria. Con Dybala ho un ottimo rapporto, durante le vacanze abbiamo giocato a padel in Argentina. E non vedo l’ora di affrontare Lautaro e l’Inter.

Infine, un commento sul leggendario incontro di questi giorni con Batistuta molto chiacchierato (con tanto di particolare sulla nuova casa del classe 2007):
Una grande emozione. Abbiamo parlato di calcio, della città, dei tifosi, di cosa significa giocare qui. Farò tesoro dei suoi consigli. A Firenze vivo a casa sua.