La Fiorentina riparte da zero. O quasi. L’avvio di stagione ha spazzato via in pochissime settimane le certezze costruite durante l’estate e ha portato la società a una decisione drastica: Fabio Grosso è stato esonerato dopo appena tre giornate di campionato.
Un epilogo che, numeri alla mano, era diventato impossibile non si verificasse dopo l’inizio in Serie A: tre sconfitte consecutive, nessun punto conquistato, appena un gol realizzato e ben nove incassati. Prima il pesante 4-0 subito sul campo della Roma all’Olimpico, poi lo 0-3 interno contro il Frosinone e infine il 2-1 del Torino sempre al Franchi. Un rendimento che ha lasciato i viola ultimi in classifica, facendo riemergere i fantasmi della scorsa stagione. Questa volta, però, Paratici non ha atteso e ha immediatamente cambiato guida tecnica.

Panchina Fiorentina, il sogno di Paratici era Conte
Nella mente del direttore sportivo Fabio Paratici, per la panchina viola, c’era stato un nome molto più ambizioso di quelli accostati alla Fiorentina: il sogno del dirigente era infatti Antonio Conte. A riportarlo è La Nazione, secondo cui il tecnico salentino rappresentava molto più di una semplice alternativa. Il suo arrivo infatti sarebbe stato il segnale della volontà della società di alzare ulteriormente l’asticella, ma l’operazione era molto complicata per tanti aspetti.
Per questo, dopo il sogno, Paratici aveva valutato anche un altro allenatore con passato bianconero. Il nome infatti più chiacchierato nella notte era stato quello di Thiago Motta. L’ex tecnico del Bologna, da due stagioni senza panchina, viene apprezzato per identità e proposta di gioco. Dopo di lui erano stati valutati addirittura i profili di Raffaele Palladino bis e Igor Tudor. Alla fine la scelta del direttore sportivo gigliato è ricaduta su un dietrofront rispetto a qualche mese fa: il ritorno di Paolo Vanoli, tecnico uscito la scorsa stagione tra gli applausi del Franchi dopo la miracolosa salvezza ottenuta dopo un disastroso avvio targato Stefano Pioli (4 punti a novembre, mai nessuno nella storia si era salvato senza vittorie fino a dicembre).

Nessun sogno Antonio Conte dunque per Fabio Paratici, nessun colpo bianconero recente come Thiago Motta, nessun ritorno per Raffaele Palladino: alla fine, a Firenze, tornerà per la seconda volta in un anno Paolo Vanoli. Adesso l’obiettivo è far ripartire la Fiorentina, costruita con ambizione e una montagna di investimenti dalla nuova dirigenza.