Mancano pochi minuti al fischio di inizio tra Venezia e Fiorentina, valida per la quarta giornata di Serie A. A parlare è il dirigente sportivo Fabio Paratici dopo quella che è stata una settimana estremamente caotica in casa viola.

Fiorentina: le parole di Paratici
Ecco le parole di Paratici a Dazn:
Presa la decisione siamo andati dritti, nel senso che dobbiamo pensare alle partite e a lavorare per il bene del club, sia nella sua costruzione che nell’aiutare Vanoli e il suo staff. La pagina è girata, adesso pensiamo alla partita di questa sera.
La decisione è maturata dopo un confronto che abbiamo avuto con l’allenatore, dove lui ha manifestato poca fiducia nella squadra, poca convinzione nel progetto. Detto questo ci siamo confrontati e abbiamo deciso che non valeva la pena continuare a insistere su questa posizione dell’allenatore e siamo andati in un’altra direzione. Come società, come gruppo dirigente, dobbiamo avere un grande senso di responsabilità, un grande senso di appartenenza. Per quanto mi riguarda, prenderò sempre la migliore decisione per il club, non la migliore per me stesso. Il motore delle mie scelte nella mia vita dirigenziale professionale è sempre stato quella di fare il bene del club. L’ho sempre fatto e lo continuerò a fare e in questo caso era la cosa da fare
Ripartiamo con Paolo perché l’anno scorso ha fatto una grande impresa, insieme al club, insieme ai giocatori. Ha fatto un ottimo lavoro, conosce la piazza, conosce i giocatori, ci conosciamo tra di noi, ci stimiamo, quindi ripartiamo da lui e stasera bisogna fare una gara per trovare appunto identità.
Non bisogna dimenticare che è un progetto iniziato almeno col mio arrivo a febbraio dell’anno scorso, è culminato l’anno scorso con una, comunque, una bella impresa, quella di fare una bella seconda parte di campionato. È un progetto che comunque durerà da adesso per altri quattro anni, quindi sappiamo che dentro questo percorso ci saranno intoppi, ci saranno buche, ci saranno salite. L’unica cosa che sappiamo è che dovremo affrontarle e che non ci sono scorciatoie.