Il futuro dello stadio Artemio Franchi continua ad essere uno degli affari più delicati sul tavolo della Fiorentina e delle istituzioni fiorentine. Il restyling è ormai entrato nella fase decisiva, ma restano ancora diversi nodi da sciogliere prima di arrivare alla definizione completa dell’operazione.
Adesso l’attenzione è rivolta al verdetto atteso sulla procedura e alle conseguenze che questo potrà avere sul futuro del Franchi. La Fiorentina osserva la situazione senza avere l’urgenza di scoprire tutte le proprie carte, avendo già messo nero su bianco il proprio interesse a partecipare al finanziamento dell’intervento, mettendo sul tavolo una disponibilità di 55 milioni di euro su un costo di circa 110 milioni per il completamento.

Restyling Franchi, cosa può succedere adesso
Il tempo per la conferenza dei servizi sul progetto di partenariato pubblico-privato relativo ai lavori allo stadio Franchi è scaduto. A fissare i paletti temporali era stato proprio il Comune di Firenze in una nota ufficiale lo scorso luglio:
Con la prima seduta della conferenza dei servizi preliminare, svoltasi il 14 luglio scorso, è stato avviato il percorso istruttorio previsto dalla normativa. Entro 60 giorni previsti dalla legge saranno valutati tutti gli elementi della proposta presentata dalla società.
Quindi, giunti oggi a metà settembre, i due mesi di tempo per valutare la proposta della Fiorentina sono conclusi e la palla scottante è ora nelle mani del Comune. Il club gigliato, tuttavia, ha legato l’operazione a una serie di garanzie: come riportato da La Nazione, per sborsare i 55 milioni di euro necessari a completare il restyling dello stadio, la famiglia Commisso chiedeva in partenza 90 anni di concessione dell’impianto e un canone di affitto intorno a 1.5/1.8 milioni l’anno.
E attenzione, perchè non è da escludere un possibile “gioco al ribasso” da parte della Fiorentina. Il club potrebbe avere interesse ad attendere il verdetto e capire quanto sarà realmente necessario investire, con quali tempi e soprattutto a quali condizioni. Se il quadro dovesse cambiare, la società avrebbe maggiore forza per chiedere condizioni più favorevoli prima di investire definitivamente i propri 55 milioni. Tuttavia, il rapporto diplomatico ed istituzionale tra la nuova vice-presidente della Fiorentina Catherine Commisso e la sindaca Sara Funaro potrebbe agevolare la situazione ed evitare ulteriore problematiche.

La famiglia Commisso resterà in città fino alla partita di domenica contro il Napoli. E sul fronte stadio potrebbero arrivare novità ufficiali proprio poco prima della ripartenza per New York.