Ci sono calciatori che hanno semplicemente indossato la maglia della Fiorentina e altri che, con quella stessa maglia, sono riusciti a diventare parte della storia del club. Sono passati decenni, sono cambiate generazioni di tifosi, presidenti e allenatori, ma alcuni nomi continuano a rappresentare un legame fortissimo con Firenze.
L’esempio più recente è quello di un protagonista assoluto della storia viola, un giocatore che ha legato una parte fondamentale della propria carriera alla Fiorentina e che ancora oggi conserva un rapporto speciale con la città. Proprio per questo le sue ultime dichiarazioni hanno fatto molto scalpore.

De Sisti deluso dalla Fiorentina per il mancato invito al Centenario
Parliamo di Giancarlo De Sisti, storico giocatore della Fiorentina e uno dei grandi protagonisti della squadra che conquistò lo Scudetto nella stagione 1968-69. Intervistato da Radio FirenzeViola, De Sisti ha raccontato il proprio legame con Firenze e non ha nascosto la delusione per essere stato dimenticato dalla società durante le celebrazioni del centenario:
Non mi è piaciuto personalmente, perché se sono nella hall of fame di una società e neanche mi citano nelle poche cose che ha vinto la Fiorentina, credo di aver onorato la maglia e ci sono rimasto male. Finisce lì il discorso, io sono venuto per la gente perché quando vengo lì la gente mi dimostra l’amore perché io gli ho dato tutto negli anni che sono stato a Firenze. Io credo che i risultati contano, sennò perché si festeggia? Se uno ha la fortuna di vincere un campionato, la Fiorentina non è una squadra che ne ha vinti 20. Io ho giocato per due società che hanno vinto 3 e 2 scudetti. A Firenze ho avuto questa fortuna. Io sono rimasto deluso da come sono stato trattato, però io sono venuto per tutta la gente che è rimasta lì per festeggiare. Chi è rimasto non avrebbe dovuto pagare. Il centenario è un atto d’amore per una società che è della gente. Non è una passeggiata qualunque, io sono venuto per la gente che merita di poter festeggiare”.
In quel periodo che ho vissuto a Firenze, mi avrebbero fatto sindaco. Mi chiamavano quando ero infortunato, mi ha chiamato anche Montanelli. Ero così inserito nel tessuto sociale della città che è difficile per un romano travestirsi da uno appartenente a un’altra città ed essere poi così ben voluto. Io ho dato l’anima per questa maglia. Bisogna buttare l’anima e sudare per la maglia. Firenze rimane e rimarrà sempre nel mio cuore.

De Sisti è arrivato dalla Roma nel 1965 ed è rimasto a Firenze fino al 1974, diventando uno dei simboli della squadra. In viola ha conquistato una Coppa Italia, una Mitropa Cup e soprattutto lo Scudetto del 1968-69, il secondo nella storia della Fiorentina. E i numeri raccontano ancora meglio il peso avuto da “Picchio” nella storia del club. Con la Fiorentina ha totalizzato 348 presenze ufficiali e 41 gol considerando campionato, coppe nazionali e competizioni internazionali. È inoltre arrivato a 256 presenze in Serie A, condite da 28 reti.