Paolo Vanoli prende la parola a Mediaset al margine della partita tra Fiorentina e Pisa di Coppa Italia, sfida valida per i sedicesimi di Coppa Italia. Va in archivio dunque l’ennesimo derby toscano, soprattutto per gli ospiti che anche nel turno precedente avevano incontrato l’Empoli.

Le parole di Vanoli a Mediaset post-Fiorentina Pisa
Qual è stata la sua prima mossa dal ritorno a Firenze?
Quando sono entrato ho detto apertamente che non ervamo squadra e non giocavamo da tale. Sono partito dal numero di gol presi e oggi in tal senso è un passo avanti, siamo partiti dallo stare compatti e dal pressare quando possiamo. La bellezza è che il gruppo è giovane e alle volte lo devi frenare, chi entra ha dimostrato di tenerci al gruppo. Un giovane può avere alti e bassi e io dovrò tenere il morale alto.
Sul sacrificio della squadra:
Appena sono entrato ad allenare la squadra l’ho detto, la bellezza è che la squadra è giovane e recettiva, vogliono fare qualcosa di importante e trascinare un pubblico che in casa può essere il dodicesimo uomo. Lo abbiamo visto nell’uscita dal campo di Pellegrino. Tutti sono partecipi e questa è una base importante. Come ha detto Paratici dobbiamo guardare lontano.
Sulla convocazione con l’Argentina di Mastantuono
Intanto sono contento che Mastantuono vada in nazionale, a lui ho detto che se mette il talento al servizio della squadra in futuro può diventare importante per noi e l’Argentina, in queste prime gare si è sacrificato. Firenze vuole questi giocatori che saltano l’uomo e il mio desiderio era allenare giocatori così talentuosi.