Il tecnico del Como critica la gestione dello staff medico della Nazionale dopo il problema fisico accusato dall’attaccante, costretto a fermarsi per una decina di giorni. Arrivano brutte notizie per il Como: Cesc Fabregas dovrà fare a meno di Moise Kean per circa una settimana o dieci giorni, dopo il problema fisico accusato dall’attaccante durante gli impegni con la Nazionale italiana.
Un’assenza pesante per la squadra lombarda, che perde una delle proprie soluzioni offensive in un momento delicato della stagione.

Kean e le ultime
A far discutere, però, non è soltanto l’indisponibilità del centravanti, ma anche la gestione del suo infortunio durante il periodo trascorso con gli Azzurri. L’allenatore spagnolo non ha nascosto il proprio disappunto, puntando il dito contro la collaborazione tra la Federazione e il club. Secondo Fabregas, infatti, sarebbe stato possibile gestire diversamente la situazione, evitando di esporre il giocatore a ulteriori rischi dopo il primo problema fisico.
L’attaccante ha rimediato una forte contusione alla tibia durante la prima partita, quella contro il Belgio. Un episodio che avrebbe dovuto suggerire prudenza in vista dell’impegno successivo, ma Kean è comunque sceso in campo contro la Francia, disputando tutti i novanta minuti. Una scelta che ha alimentato le perplessità dell’allenatore del Como, soprattutto considerando le conseguenze che il problema fisico sta avendo sulla disponibilità del giocatore.
Le parole di Fabregas sono state piuttosto chiare:
Dovrà stare fermo una settimana o dieci giorni per via di una forte botta subita contro il Belgio. Riguardo al dialogo tra la Federazione e la società, come accade spesso, si potrebbe fare decisamente di meglio: nella gara successiva contro la Francia ha disputato novanta minuti nonostante il problema fisico. A questo punto, quando tornerà, tornerà.
Il passaggio più significativo riguarda proprio il rapporto tra i club e la Federazione. Per Fabregas, la comunicazione tra le parti dovrebbe essere più efficace, soprattutto quando si tratta di calciatori alle prese con problemi fisici. La gestione di queste situazioni richiede attenzione e collaborazione, con l’obiettivo di tutelare la salute degli atleti senza compromettere gli interessi delle società.

Il caso di Kean riporta così al centro una questione spesso discussa nel calcio: il confine tra le esigenze della Nazionale e quelle dei club, chiamati a fare i conti con eventuali infortuni al rientro dalle convocazioni internazionali. Per il Como, adesso, la priorità è recuperare l’attaccante nel minor tempo possibile, senza forzare i tempi. La sua assenza contro la Roma rappresenta un ostacolo in più per Fabregas, che dovrà trovare alternative offensive in attesa del ritorno del centravanti.