La conferenza di Vanoli (foto FiorentinaUno.com)
Alle ore 14:30 ha parlato in conferenza stampa l’allenatore della Fiorentina Paolo Vanoli in vista della sfida di domenica contro il Como. Di seguito le sue dichiarazioni.
Di seguito le sue parole:
Cosa serve per affrontare il Como?
Serve fare una bella partita. Dobbiamo migliorare da ogni errori fatti nelle precedenti gare. Siamo all’interno di un processo, contro il Genoa deve essere una lezione. Non dobbiamo guardare le cose negative, tutti parlano di approccio ma io sottolineo anche la reazione che c’è stata.
Come stanno Atta e Goncalves?
Per Atta c’è stato un sovraccarico. Quando rientrerà lo voglio per tutta la stagione, sta continuando a lavorare bene. Mastantuono ha preso una botta ad una mano in cui c’è stata una frattura: i medici sono intervenuti per mettergli una vite ed evitare che diventasse scomposta, è stato inaspettato. Ranieri ha avuto uno schiacciamento di un nervo al piede che andrà valutato. Goncalves invece sta bene, si è allenato quindi tutto bene.
Come si vivono le prossime partite complicate con un gruppo così giovani?
Io quando parlo di gioventù non deve essere un alibi. All’interno di questa squadra, non avendo giocatori di tanta esperienza, non si riesce sempre a gestire i momenti della partita. A Genova abbiamo fatto gol e per me potevamo anche vincerla. Appena battuto Mastantuono ha tirato un calcio e loro sono stati a terra a lungo. Questi sono i momenti in cui pecchiamo di esperienza. Eravamo in un momento favorevole e gli abbiamo restituito palla. Contro il Napoli uguale perché abbiamo preso 2 traverse consecutive, Njie è andato a terra, il Napoli si è risistemato e noi abbiamo preso gol. Serve avere un processo di crescita. Secondo me il problema non è stato nell’approccio, ma il non capire come approcciare quei primi 20 minuti. Ai ragazzi non ho detto di guardare la classifica ma si giocare con coraggio. la società ci ha detto di voler vedere la squadra nel futuro, non nel presente.
Che Como si aspetta dopo gli impegni in Champions?
Io guardo ciò che ha fatto e faccio i complimenti alla società e a Fabregas. Hanno dato un esempio di una strada. Hanno avuto la sfortuna di avere un po’ di infortunati, ma io vedo una squadra che gioca con grande consapevolezza e autostima. Questo però arriva da un percorso.
Cosa ne pensa su quello che ha detto Allegri, si è persa un po’ la fase difensiva?
Sono d’accordo con lui. Ci sono modi e modi di difendere, in Spagna si difende con la palla, in Italia senza. In questi anni secondo me il nostro difetto è stato quello di restare a metà strada. Io ai ragazzi dico che quando si ha la palla è lo stesso un modo di difendere ma non dobbiamo commettere errori tecnici. Noi su 14 gol presi 10 sono stati a squadra schierata: questo significa essere passivo e non va bene. Mentalmente è una cosa che dobbiamo curare e fare entrambe le fasi con grande intensità. Mourinho alla Roma subiva tantissimi tiri ma gli avversari non entravano mai in area. Sicuramente noi dobbiamo migliorare mentalmente su questo aspetto. Serve fare entrambe le due fasi con grande intensità.
Brescianini col Como può giocare?
Marco per me è un titolare come gli altri, poi sta a me fare le scelte. Il mio compito è riuscire a trovare degli equilibri e io conto molto su Brescianini. Sennò lo scorso anno non lo avrei preso. Quest’anno ho più titolari e quindi devo gestire la rosa.
Su cosa ha lavorato questa settimana?
Intanto alla squadra ho fatto vedere cosa non è andato bene nel primo tempo a Genova, non tanto sugli errori individuali, ma il non capire certi momenti della partita. Abbiamo avuto anche sfortuna. Gli ho fatto vedere il primo gol è venuto a squadra schierata ma lì parte da una palla laterale non chiusa dai centrocampisti e lasciato i nostri difensori nell’uno contro uno con i difensori. Però ho mostrato anche tante cose positive della ripresa. L’aspetto caratteriale mi piace tantissimo, chi è entrato è entrato bene e come abbiamo migliorato tanto l’attacco dell’ultimo terzo. Ci serve capire che per entrare dentro ci vuole più pazienza e velocità.
Su Gonçalves
Ho parlato spesso delle sue qualità, come quelle di Oulai. Ma io devo badare anche all’equilibrio di squadra. Il talento da solo è fine a se stesso. Lui è arrivato qua all’ultimo dopo che era stato messo da parte con lo Sporting e ci vuol tempo per rimettersi in condizione fisica. Non voglio farlo correre ma mettere in risalto le sue doti.
Ha intenzione di alternare ancora Beto e Pellegrino oppure ci sarà una scelta?
Avendo una gara a settimana prima o poi le gerarchie si delineranno. Beto e Pellegrino sono due elementi che mi garantiscono due situazioni diverse in partita. Entrambi devono migliorare l’attacco alla porta. Possono anche giocare insieme, all’interno di una gara in cui ne hai bisogno.
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