I ricordi di JoJo con la maglia della Fiorentina (foto OneFootball)
Oggi Stevan Jovetic ha concesso una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport. Il fantasista montenegrino, oggi all’AEL Limassol a Cipro), ha parlato di vari temi, legati anche al suo passato con la Fiorentina.
Jovetic, nell’intervista a La Gazzetta dello Sport, tra i tanti temi toccati, ha parlato molto del suo arrivo alla Fiorentina, del suo percorso con la maglia viola e di vari retroscena di mercato riguardanti proprio i suoi anni a Firenze. Di seguito un estratto di alcune delle sue dichiarazioni:
Arrivo alla Fiorentina? Firenze, che sogno. Corvino anticipò la concorrenza di tante squadre, tra cui la Juventus. I bianconeri mi contattarono e io dissi: “No, grazie”. Successe pure un paio d’anni dopo, non lo avrei mai fatto ai fiorentini. Prima, invece, mi aveva cercato anche l’Inter. Approcciarono con la mia famiglia in un parcheggio dopo un torneo giovanile concluso da miglior giocatore. Non se ne fece nulla. Ci siamo ritrovati dieci anni dopo.
Io so benissimo dove sarei arrivato senza tutti gli infortuni. Al City prima di scendere in campo avevo paura di farmi male di nuovo, pensavo solo a quello. Ogni scatto senza dolore era un sollievo. Ho avuto compagni che dopo 2 o 3 infortuni volevano smettere, io mai e ne ho avuti 45. Per questo sono fiero di me stesso.
Ricordo i discorsi con Prandelli, un papà calcistico. Mi diceva che sarebbe arrivato il mio momento. Abbiamo passato notti speciali insieme: i gol in Champions, il Liverpool. Anche con Sinisa il rapporto era speciale: mi chiamava quando ero infortunato, dicendomi che sarei tornato più forte di prima. Quanti ricordi.
Il montenegrino ha parlato anche del suo rapporto con Corvino e un retroscena di mercato legato a lui:
Quest’estate Corvino aveva provato a prendermi e ci stava pure riuscendo. Eravamo abbastanza avanti con il Lecce, a me sarebbe piaciuto. Per di più in una piazza del genere. Però poi Pantaleo è andato via e non se n’è fatto nulla, peccato: ero stato anche allo stadio e a vedere le strutture del club.
Infine, ha poi parlato del suo rimpianto più grande del passato:
Aver detto di no al Real dopo il secondo anno a Firenze. Volevo continuare a giocare e pensavo che ci sarei arrivato più avanti. Dieci giorni dopo mi sono rotto il crociato, ho perso una stagione intera e da lì è iniziato il mio calvario.
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