C’è un obiettivo che accompagna l’ex difensore da anni e che, con la fine della carriera da calciatore, è diventato sempre più concreto. Non riguarda un ritorno in campo, ma una nuova sfida professionale, con l’ambizione di sedersi su una panchina importante. E tra le destinazioni che immagina per il proprio futuro ce n’è una che occupa un posto speciale: la Juventus.

Juventus, di chi si tratta
L’ex calciatore bianconero Leonardo Bonucci, oggi impegnato nello staff della Nazionale al fianco di Roberto Mancini, ha raccontato i suoi progetti a Lissone, nella sala VAR, durante un evento organizzato dalla Lega Serie A e da Iliad per il lancio della nuova edizione del concorso Vinci lo stadio con Iliad. Un’occasione per ripercorrere alcuni momenti della carriera, parlare del presente e chiarire quali siano le sue ambizioni per gli anni a venire.
Il passaggio dal campo alla panchina è un progetto costruito nel tempo, con una scadenza che Bonucci si era fissato già quando era ancora un calciatore.
È un progetto partito quasi dieci anni fa. A 30 anni avevo in mente quando sarebbe finita la mia carriera da calciatore e quanto tempo avessi bisogno per prendere i patentini. Ora ho 39 anni e a 40 mi ero ripromesso di diventare primo allenatore. Il prossimo anno finisco l’ultimo patentino che serve per tutte le categorie. Solo che adesso c’è questo percorso con la Nazionale, piacevole, emozionante e stressante. Forse ritarderò di qualche anno, ma l’obiettivo è provare a diventare primo allenatore, perché riuscirci non è scontato.
La prospettiva è quella di completare la formazione necessaria e poi misurarsi con una nuova responsabilità. Quanto alla squadra dei sogni, l’ex centrale non nasconde le proprie preferenze:
La Juventus su tutte. Però credo ci sia una parte professionale che ti spinge ad accettare sfide anche contro il tuo pensiero. La volontà di diventare allenatore ti spinge ancora di più. Però il sogno è Juventus o Nazionale.
Nel corso dell’incontro, Bonucci ha parlato anche di Alessandro Bastoni, individuato come il difensore che più gli ricorda il proprio modo di interpretare il ruolo.
Credo che Bastoni si avvicini di più, per caratteristiche, a quello che ero io. Oggi il calcio si è evoluto e vediamo tanto gioco da dietro. Mi piace pensare di essere stato un pioniere. Giocare da centrocampista a livello giovanile mi ha aiutato tanto. Quello che mi si avvicina di più è Bastoni.

Infine, spazio ai ricordi da calciatore, tra il sogno realizzato di vestire la maglia azzurra e le difficoltà del ritorno alla Juventus dopo l’esperienza al Milan. Un percorso intenso, che oggi Bonucci vuole trasformare in una nuova carriera, con un’ambizione ben precisa: diventare allenatore.