Paratici a caccia della svolta, serve leadership (via onefootball.com) fiorentinauno.com
La Fiorentina si prepara a tornare sul mercato a gennaio e, questa volta, la priorità è molto chiara: rinforzare il centrocampo con un giocatore di personalità, esperienza e capacità di interpretare entrambe le fasi di gioco.
Fabio Paratici è già al lavoro da tempo, consapevole che uno dei principali problemi della squadra viola nasce proprio in mezzo al campo. Un problema che gli investimenti estivi, seppur molto importanti, non sono riusciti a risolvere.
Oltre 130 milioni spesi per rivoluzionare la rosa, ma il mercato non ha dato a Fabio Grosso una squadra completa in tutti i reparti. E proprio l’ex allenatore aveva individuato fin dall’inizio una lacuna importante: mancava un centrocampista di equilibrio, leadership e soprattutto personalità. Non soltanto qualità tecnica, dunque, ma un giocatore in grado di trascinare i compagni nei momenti difficili. La partenza di Mandragora, non sostituita in tempo, ha confermato questa mancanza. La Fiorentina ha puntato su un centrocampo molto giovane, tecnico e con ampi margini di crescita, immaginando un reparto costruito intorno al talento di Fagioli, Oulai e Atta. Tre calciatori ottimi che hanno però bisogno di tempo per trovare intesa, e soprattutto di un riferimento esperto al loro fianco.
Per questo, come riportato da Il Corriere Fiorentino, a gennaio Paratici potrebbe tornare su tre nomi già chiacchierati in queste settimane: Pierre-Emile Hojbjerg, Nemanja Matic e Lucas Torreira. Il danese del Marsiglia è probabilmente il giocatore più completo. Fisicità, intensità, esperienza internazionale e capacità di gestire il pallone: Hojbjerg è un centrocampista abituato a giocare ad alti livelli, con una personalità che gli permette di assumersi responsabilità. Paratici lo conosce bene per il suo passato al Tottenham e potrebbe considerarlo il rinforzo ideale per dare sostanza. Diverso il discorso relativo a Matic. Il serbo è il classico centrocampista di esperienza: posizione matematicamente giusta, intelligenza tattica, protezione della difesa e leadership. Non fa della velocità la propria arma principale, ma sa leggere le situazioni e soprattutto trasmettere sicurezza a chi gli gioca accanto: sarebbe un riferimento prezioso per i tanti giovani gigliati, un po’ come sta facendo a Reggio Emilia. Infine Torreira, un nome che a Firenze non ha certo bisogno di presentazioni. L’uruguaiano ha già giocato al Franchi, ha dimostrato intensità, aggressività, personalità e anche una propensione al gol non trascurabile.
Tre strade per arrivare alla stessa soluzione. La Fiorentina ha già investito tanto sui giovani e sul talento: adesso serve qualcuno che li accompagni nella crescita. A gennaio Paratici dovrà trovare il tassello mancante. Perché a questa squadra non manca soltanto qualità: manca soprattutto un leader.
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