Sul Corriere dello Sport l’articolo di Alberto Polverosi riguardante la Fiorentina:
“In due anni, la squadra è cresciuta, l’allenatore pure. La Fiorentina è arrivata così in alto cercando sempre di giocare un buon calcio. A volte (spesso) c’è riuscita, a volte no, ma questa è una strada tracciata da cui non si può tornare indietro. La Fiorentina è arrivata a Praga con un passo dietro l’altro, migliorando se stessa in ogni momento. Ha fatto tanto il club, anche se l’empatia non è il suo forte. Ha costruito un centro sportivo all’avanguardia in Europa, si è misurata su temi robusti in Lega, in federazione e all’Uefa, ha un bilancio in ordine come non possono vantare i grandi club italiani e ha una squadra in finale di Conference League, dopo aver perso, ma giocando da protagonista, la finale di Coppa Italia. Mezzo secolo fa, quando fra il calcio italiano e quello inglese non c’era la differenza economica di oggi, una Fiorentina di ragazzi riuscì a battere gli Hammers in una doppia sfida che assegnava la Coppa Italo-Inglese. Era la Fiorentina del giovane Antognoni, di Guerini, Speggiorin, Tendi, Roggi e Merlo, era una squadra orgogliosa di sé e di Firenze. Ecco sarebbe bello se stasera la Fiorentina di Gonzalez e Biraghi, di Terracciano e Amrabat, ricordasse quei vecchi antenati. Per una notte bianca, anzi, viola”.
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